BELLINZONA - La decisione del Consiglio federale di autorizzare l’esportazione di materiale bellico verso l’Arabia Saudita è «sciagurata» ma è, secondo il partito comunista, solo l'ultimo episodio di una politica estera assurda e contraria ai nostri stessi interessi nazionali», e rappresenta «il modo peggiore per valorizzare la neutralità svizzera e metterla al servizio di progetti di cooperazione più ampia».Non è il primo errore, attaccano i comunisti, in tal senso, compiuto da Berna: «Ricordiamo come durante la guerra alla Libia sia stato concesso l’attraversamento del nostro territorio nazionale da parte di truppe straniere impiegate in azioni offensive della sovranità libica, che hanno distrutto un paese per metterlo nelle mani di bande armate islamiste e creare un flusso migratorio potenzialmente incontrollabile. In seguito Berna ha pure finanziato riunioni logistiche dei ribelli siriani che oggi si sa essere legati all’eversione islamista che sta mettendo a ferro e fuoco un altro paese laico che garantiva stabilità nell’area mediorientale. Per non parlare dell’ambiguità con cui Berna affronta le dinamiche di balcanizzazione etnica in Medio Oriente».Situazioni che partono, e i comunisti se ne rammaricano, anche dalla sinistra, che «influenzata dal mainstream “umanitario” ha accettato, lasciando spesso al solo Partito Comunista il compito di tessere relazioni con le forze anti-imperialiste e secolari del Medio Oriente e difendere l’integrità nazionale di quei paesi da cui oggi fuggono numerose persone».«È notizia recente di come emiri del Qatar abbiano entrature miliardarie in banche elvetiche e non solo: non si tratta unicamente di pacchetti azionari, ma anche di presenze dirette nei rispettivi consigli di amministrazione, iniziando così a esercitare pressioni sulla politica svizzera, che in questo modo diverrebbe sempre più vincolata ai ricatti delle petromonarchie colluse con l’integralismo islamista", prosegue la nota, che poi avvisa: «è un aspetto che riguarda non solo la politica estera, ma la stessa sicurezza interna del nostro Paese. Ci chiediamo dove siano le forze politiche della destra così solerti sul tema dei rifugiati, che invece lasciano correre quando i migranti sono fondamentalisti coi conti in banca colmi». Nella foto: Massimiliano Ay, segretario del PC