BELLINZONA - Spiegazioni scientifiche e differenze tecniche che, per chi non si intende del tema, possono apparire difficili. ProCrea, clinica per la fertilità, risponde piccata alle accuse di Human Life International Svizzera, che sosteneva che fossero state commesse incoerenze relativamente alla distruzione degli embrioni: quelli distrutti dalla clinica ticinese per "altri motivi" che non siano interruzione dello sviluppo, scarso potenziale di sviluppo o decisione della coppia interessata di non impiantare alcun embrione è elevato. Dunque, probabilmente qualche legge è stata violata, sostiene HLI-Svizzera, e incarica il medico cantonale di indagare.ProCrea si è giustificata introducendo la differenza fra zigoti e embrioni, e ha contrattaccato, dicendo di non accettare lezioni di moralità da chi, a suo avviso, vuole fare campagna in vista della votazione sulla diagnosi pre-impianto del 5 giugno.Ma chi è Human Life International, l'associazione che ha attaccato ProCrea e che potrebbe avere un interesse a inserirsi nella campagna, e, per dirla con ProCrea, «fa delle sue credenze uno strumento politico e che discrimina fasce di popolazione come quelle che desiderano avere un figlio sano o gli omosessuali»? Si tratta di un'associazione statunitense ultra cattolica. Lo scopo è, si legge sul sito internet, «difendere il diritto dato da Dio alla vita e alla dignità di ogni persona umana dal suo concepimento fino alla morte naturale». Agisce con opere di sensibilizzazione per creare «una cultura della vita e dell'amore in tutto il mondo». È stata fondata nel 1981 da Padre Paul Marx e ha sede in Virginia. I temi che sono cari sono quelli legati alla vita, all'insegnamento della Chiesa cattolica "autentica", fra cui aborto, castità, contraccezione e matrimonio. Dare una mano ai giovani nella pianificazione di una famiglia è importante per l'associazione, che si ritiene fedele al Santo Padre ma anche che per capire meglio i problemi locali bisogna essere sul posto, per cui ha sedi in 80 paesi al mondo. Si rifà al Vangelo, proclama la misericordia e desidera difendere i più deboli, «tutti costruiti a immagine e somiglianza di Dio». Particolarmente importante è ritenuto il tema della contraccezione: per HLI, l'aborto è frutto di essa, che ha portato un aumento di interruzioni di gravidanza. Addirittura, il fondatore parlò dell'aborto come del più grande olocausto, per cui fu accusato di antisemitismo. Celebri le frasi pronunciate dal responsabile per l'Africa, Emil Hagamu, in Tanzania: «non abbiamo bisogno di preservativi. Non abbiamo bisogno di contraccezione. Non abbiamo bisogno dell’ aborto. I bambini sono una risorsa per qualsiasi nazione, sono i futuri leader, i futuri genitori: quando si attaccano i bambini, si attacca la nazione». Sarebbero i paesi del terzo mondo a portare culture quali l'aborto, la contraccezione e l'omosessualità in Africa.In Svizzera, ha sedi a Zurigo e Tübach, e i suoi temi spaziano dall'aborto, appunto, al controllo della popolazione, dall'omosessualità all'infertilità, dalla ricerca con gli embrioni all'educazione sessuale, oltre agli insegnamenti cattolici (o protestanti a seconda della zona). Per esempio, predica l'astinenza sessuale sino al matrimonio, e viene raccontata una storia dove una donna ha deciso di tenere il decimo figlio nonostante la gravidanza ne mettesse a rischio la salute. «Ha ascoltato Dio», si legge sul sito. La questione della diagnosi prenatale è molto sentita, poiché non si ritiene accettabile che essa sia causa di aborto, neppure di fronte a una disabilità del nascituro, un essere indifeso da proteggere. La diagnosi deve avere unicamente lo scopo di sviluppare terapie efficaci. Anzi, si accenna a «un massacro di bambini non nati di madri svizzere e estere».La votazione del 5 giugno dunque interessa a Human Life International: che ProCrea abbia visto giusto? Dopo le verifiche che il medico cantonale Merlani ha detto che effettuerà, si potrà avere un quadro più chiaro, ma il sospetto è più che fondato... .