«Il periodo di un 26enne che ha iniziato un percorso indipendente staccandosi dalle major e che da qualche anno si autoproduce e fa tutto con un team di persone scelte da lui. È un momento in cui iniziamo a raccogliere, nonostante si continua a seminare: abbiamo cominciato a seminare anni fa ed è ora di raccogliere le prime grandi soddisfazioni, come partecipare a Sanremo da indipendente, che vuol dire tanto».La televisione è il mezzo migliore o addirittura l'unico per farsi conoscere come cantanti? E quanto conta farsi amare anche come persone?«Non è l'unico ma è uno dei mezzi di oggi. Ci sono altre possibilità, però la tv è quello più forte, d'impatto e mediatico. Se esci da un programma tv è normale che esca la tua personalità non solo artistica ma anche caratteriale. Il pubblico ti ama non solo per la tua musica ma pure per quello che sei umanamente. Oggi dei cantanti si conosce tutto, e a volte può essere un vantaggio e altre uno svantaggio. Talvolta ci possono essere degli equivoci. All'inizio sono passato come antipatico, ma programmi come l'Isola dei famosi mi hanno riscattato dal punto di vista umano, hanno fatto ricredere diverse persone che erano prevenuti. Come tenere separato il privato? La musica e quello che è sul palco sono una cosa, ciò che c'è fuori, compresa la famiglia, è un'altra, e cerco di preservarla. Accorgimenti? Basta dare importanza soltanto a uno degli aspetti, sul palco (intendendo non solo in senso letterale) c'è la musica, il privato rimane tale».