CRONACA
Valerio Scanu, l'indipendente che ama il Natale e... "far l'amore in tutti i luoghi in tutti i laghi"
Il cantante firmerà a Grancia il suo album "Finalmente piove". Con lui abbiamo parlato di talent e tv, ma anche di beneficenza e dell'orgoglio di «non aver avuto la pappa pronta»
GRANCIA - Il mondo della musica scoprì Valerio Scanu quando nel 2009 arrivò secondo ad Amici e l'anno dopo si consacrò vincendo Sanremo. Dopo due EP, sei album in studio, Tale e quale show, l'Isola dei famosi e di nuovo Sanremo, sarà sabato a Grancia al Media Markt dalle 16.30 per firmare l'album "Finalmente piove", appena uscito.
Relativamente all'album, si parla di una crescita professionale e non solo: che momento sta vivendo?
«Il periodo di un 26enne che ha iniziato un percorso indipendente staccandosi dalle major e che da qualche anno si autoproduce e fa tutto con un team di persone scelte da lui. È un momento in cui iniziamo a raccogliere, nonostante si continua a seminare: abbiamo cominciato a seminare anni fa ed è ora di raccogliere le prime grandi soddisfazioni, come partecipare a Sanremo da indipendente, che vuol dire tanto».La televisione è il mezzo migliore o addirittura l'unico per farsi conoscere come cantanti? E quanto conta farsi amare anche come persone?«Non è l'unico ma è uno dei mezzi di oggi. Ci sono altre possibilità, però la tv è quello più forte, d'impatto e mediatico. Se esci da un programma tv è normale che esca la tua personalità non solo artistica ma anche caratteriale. Il pubblico ti ama non solo per la tua musica ma pure per quello che sei umanamente. Oggi dei cantanti si conosce tutto, e a volte può essere un vantaggio e altre uno svantaggio. Talvolta ci possono essere degli equivoci. All'inizio sono passato come antipatico, ma programmi come l'Isola dei famosi mi hanno riscattato dal punto di vista umano, hanno fatto ricredere diverse persone che erano prevenuti. Come tenere separato il privato? La musica e quello che è sul palco sono una cosa, ciò che c'è fuori, compresa la famiglia, è un'altra, e cerco di preservarla. Accorgimenti? Basta dare importanza soltanto a uno degli aspetti, sul palco (intendendo non solo in senso letterale) c'è la musica, il privato rimane tale».
Lavora con una sua casa discografica e dice spesso di essersi fatto il mazzo. Crede che la sua ascesa sia stata meno semplice di quella di altri protagonisti dei talent?
«Non ho mai avuto la pappa pronta, però guardo il mio e gli altri il loro. Finché uno non inizia a essere indipendente non può capire il mio lavoro, degli altri mi interessa poco. Ho scelto di andare in proprio per esigenze personali e artistiche, non mi rispecchiavo più in quello che la casa discografica mi dava. Non mi sento un incompreso, però, assolutamente. Spesso le major con chi viene dai talent cercano di sfruttare ciò che si può, pensando che tanto l'anno dopo ci sono i nuovi. Sono passati parecchi anni e sono ancora qui, mi sono rimboccato le maniche!»
È diventato celebre per il ritornello di Per tutte le volte che, "far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi". Cosa significa?
Devo spiegare? Non è chiaro (ride, ndr)? È una canzone che parla d'amore, scritta da un ragazzo come Pierdavide Carone che aveva poco più di 20 anni e cantata da me che ne avevo poco di 20... L'amore per me è il motore di tutto, in generale: penso alla famiglia, agli amici, alle persone care, è tutto».
Come mai la scelta di fare molta beneficenza?
«In realtà non sono uno di quelli che presenzia a tutto ciò che mi viene proposto, ma se prendo a cuore un progetto lo porto a termine. Faccio beneficenza da famoso come la facevo da non famoso, come la fanno i miei genitori».
Ha fatto diversi concerti e diverse canzoni sul Natale, ha un significato particolare per Scanu?
«Sì, è una tradizione. Natale è magico e le canzoni racchiudono un po' tutto quello che è. Mi piace, amo cantarlo».
Viene in Svizzera, a Grancia, che idea ha del paese?
«La conosco poco, ma è un paese sicuramente organizzato».
Nella sua carriera ritorna spesso la figura di Beppe Vessicchio, che rapporto avete e quanto è stato ed è importante?
«Un buonissimo rapporto, c'è una stima artistica reciproca ed anche umana. Lui mi ha incontrato a Bravo bravissimo, poi ci siamo reincontrati ad Amici e a Sanremo. Mi affido a lui, lo vedo come il direttore per eccellenza e anche questa volta ho voluto essere diretto da lui al Festival».
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