CRONACA
Bellinzona guarda a Lucerna, «affinché l'evento AlpTransit vada oltre la retorica dell'avvicinamento Nord-Sud»
Il sindaco Branda spiega la natura del gemellaggio («parlerei piuttosto di collaborazioni particolari») e punge: «non sono certo che tutti abbiano capito la portata di quanto sta avvenendo»
BELLINZONA - Un gemellaggio fra Bellinzona e Lucerna, più vicine dopo AlpTransit. Il sindaco della città Mario Branda ci ha spiegato le origini dell'idea, e quali sono le speranze.
Da dove è nata l'idea di questo gemellaggio?
«Prima di tutto devo precisare che non è un normale gemellaggio, per intenderci non metteremo sui Castelli "città gemellata con Lucerna", bensì vogliamo instaurare un rapporto e una collaborazione particolari. L’idea è nata dal fatto che non ci si dovrà fermare ai discorsi e alla retorica sull’avvicinamento nord-sud che sentiremo alla celebrazioni (che sono corrette e necessarie), col rischio che l’evento si esaurisca nel 2016. Cosa possiamo fare per evitarlo?, ci siamo chiesti. Al di là delle Alpi c'è un centro con un numero di abitanti più o meno paragonabili a quelli della Nuova Bellinzona, ovvero Lucerna, un centro urbano interessante da più punti di vista. Dunque li abbiamo contattati, per instaurare un dialogo fruttifero per entrambi, e abbiamo visto che c'era un interesse da parte loro di sviluppare questo discorso».
In che campi vorrete andare con questa collaborazione?
«Il commercio, il turismo, la formazione possono essere campi in cui collaborare e trovare dei terreni di comune interesse, anche se il tutto va approfondito».
La prima iniziativa sarà il mercato di Bellinzona che si sposta a Lucerna. Ci spiega cosa avverrà?
«Alcuni commercianti che normalmente vengono al mercato di Bellinzona verranno portati e presentati, coi loro prodotti, al mercato di Lucerna. Una volta che tutte le infrastrutture saranno pronte e i cantieri rimossi le due città disteranno poco più di un'ora di treno. Potenzialmente un bellinzonese partendo alle 7 o 7.30 può essere a Lucerna in mattinata, fare ciò che deve e poi tornare, e viceversa un lucernese potrebbe prendere il treno alle 9 ed essere al mercato di Bellinzona alle 10.30. Potenzialmente si aprono prospettive, il punto è sapere se la politica, le istituzioni e l'economia sono in grado di coglierle. Avvicinarsi a Lucerna va in questa direzione, di cercare di ridurre le distanze. Commercianti lucernesi a Bellinzona? Non lo escludo».
Pare di capire che lei non sia molto convinto che i politici abbiano capito la portata di quanto accade, vero?
«Parlando per Bellinzona e Lucerna mi pare che il messaggio sia sufficientemente chiaro e che sia stato compreso, non sono del tutto certo che da altre parti ci siano questa attenzione e comprensione, ma questa è una mia valutazione».
Domanda ironica: anche Bellinzona sarà invasa dai turisti giapponesi?
«(ride, ndr). Negli ultimi due anni abbiamo immaginato un progetto di valorizzazione dei Castelli, con investimenti relativamente importanti per renderli più interessanti e fruibili a un pubblico più largo e l'obiettivo è di farne una top 10 nel panorama dei monumenti da visitare in Svizzera. Ciò vuol dire che se oggi abbiamo 40-50 mila spettatori paganti l'obiettivo è arrivare a 200-250 mila. Vogliamo creare movimento e un certo sviluppo economico e commerciale, quindi anche turistico. Sottolineo comunque che non abbiamo le pretese di diventare Lugano o Locarno e avere lo stesso tipo di attenzioni, però Bellinzona e il Bellinzonese hanno un potenziale ancora tutto da sviluppare».
In futuro potrebbe esserci una collaborazione fra la facoltà di diritto di Lucerna e il Tribunale Penale Federale di Bellinzona?
«Già oggi molti studenti di diritto ticinesi vanno a Lucerna, la cui università è praticamente attaccata alla stazione. È un ateneo che, per quanto riguarda la facoltà di diritto, è molto interessante per i ticinesi, qui a Bellinzona abbiamo il Tribunale Penale Federale, a Lucerna hanno il Tribunale Federale delle Assicurazioni. Da cosa nasce cosa, è ancora difficile sapere ora in che direzione andremo. Certo che ci sono dei centri di formazione a Lucerna ed anche in Ticino, con l'USI di cui rivendichiamo sempre una facoltà a Bellinzona, e il tempo ci dirà cosa potrà nascere. Importante ora è stabilire un rapporto e far capire a chi sta al di là delle Alpi, superando la barriera linguistica, che il Ticino è vicino e che ci sono delle eccellenze e un paesaggio da visitare, ed anche ai ticinesi, abituati comprensibilmente per la lingua a guardare più a sud, che a pochissima distanza da noi ci sono centri urbani interessanti che hanno molto da offrire».
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