CRONACA
Il sindaco musulmano di Londra un'opportunità o un segnale? Baig e Ghiringhelli a confronto
Il verde applaude Khan. «È una novità che ci voleva in un mondo sempre più islamofobico». Ma il Ghiro pensa a "Sottomissione": «se il suo essere moderato fosse dissimulazione?»
LONDRA - Un sindaco musulmano per una delle città più importanti del mondo: da ieri, a guidare Londra c'è il laburista Sadiq Khan, avvocato di origini pakistane, il primo cittadino con il più vasto mandato personale di sempre nella storia della politica britannica. Una novità di portate epocale? Ne è felice il verde
Usman Baig
, mentre ha qualche timore
Giorgio Ghiringhelli
, che non vuole apparire prevenuto e afferma che «è troppo presto per giudicare. Ma un segnale... se allarmante, lo vedremo».«Mi fa immensamente piacere l'elezione di Khan. Condividiamo le stesse origini, e vedere il figlio di un autista pakistano occupare un ruolo così importante in una delle principali città è motivo d'orgoglio. È una persona competente, un avvocato con grande esperienza, molto aperto e rappresenta il suo background religioso musulmano in modo moderato, essendo per esempio a favore delle lotte gay. È una novità che ci voleva per lo scenario politico europeo, dove aumenta l'islamofobia», gongola
Baig
.
Giringhelli
parla del libro "Sottomissione" di Houellebecq, con il racconto dell'islamizzazione della Francia con un presidente musulmano. «Quando ho letto che il sindaco di Londra, non di un paesino qualsiasi, è musulmano, ho fatto subito un accostamento! Ho pensato che quella che pareva fantapolitica sta succedendo! Magari pian pianino ci si adagerà sulla situazione di un'Europa sempre più islamica e si accetteranno le regole che i nuovi governi di matrice islamica imporranno. Khan appare un moderato, sua moglie non porta il velo, ma potrebbe trattarsi di dissimulazione, dato che è un'arte prescritta anche nel Corano: quando si è in minoranza è lecito dire solo una parte della verità per non dare nell'occhio. Può darsi che sia moderato per farsi eleggere... ».
Ma la religione è stata fondamentale nel verdetto delle urne londinesi?
Per Baig, «è stato un mix di fattori. L'Islam rappresenta anche dei valori fondamentali come la tutela dei diritti umani, della persona e delle etnie, d'altra parte lui è molto colto, è cresciuto nei quartieri popolari di cui dunque conosce le problematiche. Piace anche all'economia e ai sindacati. È presto per dirlo, il fatto religioso deve essere preso con le pinze, non è così importante a certi livelli, l'accento va messo sulle competenze».Diversa la visione del leader del Gustafeste. «Ci sono quartieri prettamente islamici a Londra, dove le ragazze inglesi non possono passare senza velo e con la gonna corta. Cosa accadrà? Aumenteranno? Lascerei un punto interrogativo per non apparire prevenuto... . Va tenuto presente che uno dei leader dei Fratelli Musulmani, Al Karadawi, suggeriva ai musulmani in Europa di concentrarsi in quartieri, per mettere lì in pratica la sharia e quindi poter arrivare al potere democraticamente con le elezioni. Khan è laburista, essi di sinistra, una parte tendenzialmente buonista, che come da noi, con delle concessioni come il burqa eccetera cerca di mostrarsi più progressista. Magari lo hanno candidato calcolando come arrivare ad un sindaco laburista eletto soprattutto, suppongo, grazie ai voti dei musulmani», non esclude.
Cambierà qualcosa nella lotta al terrorismo a Londra e nell'intera Inghilterra?
«Lui si è sempre dichiarato contro l'ISIS e l'estremismo, che è comunque una minoranza. Le prime vittime del terrorismo sono i musulmani e lui potrà dare una mano a trovare soluzioni importanti! Finora l'Inghilterra ha avuto una storia migratoria importante, accogliendo rifugiati da ogni continente. Deve essere un esempio anche per gli altri paesi europei, che possono vedere questa vittoria come il segno che un immigrato non è un peso ma un'opportunità per l'intera società. Bisogna accogliere chi viene da vari paesi, con una politica di accoglienza aperta rivolta al futuro. La società anche attraverso l'incrocio delle culture può guardare al futuro, dunque ghettizzarci fra noi non porta a niente», è l'opinione di
Usman Baig
.Scettico, per contro,
Giorgio Ghiringelli
. «Può anche darsi che cambi, se penso ancora a "Sottomissione" nella prima fase c'era molta criminalità di matrice islamica, basti vedere anche in Svizzera. Ho letto anche essendo noi infedeli da sottomettere per i radicalizzati è quasi un dovere delinquere. Altri sono venuti a vivere qui apposta per sfuggire a tutto ciò, e apprezzano le nostre libertà e il nostro modo di vivere, altri lavorano dietro le quinte, Fratelli musulmani, salafiti e wahabiti, quelli che gestiscono quasi tutte le moschee europee, sussidiate dagli sceicchi, per arrivare alla conversione dei popoli all'Islam. Khan potrebbe favorire questi fenomeni? Non voglio dirlo io, potrebbe in fondo anche essere un esempio di civiltà la sua elezione. Lo giudicherei in base ai fatti. Personalmente posso essere preoccupato, l'Europa va verso l'islamizzazione e il tutto aumenterà se la Turchia otterrà la libera circolazione».
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