LUCERNA - Sei mesi senza tagli di personale né diminuzione di lavoro. Ieri è stato un giorno non storico ma certamente importante per le Officine di Bellinzona. Il Comitato e la Direzione si sono incontrati a Lucerna e hanno deciso per una moratoria di sei mesi.Le FFS, con grande sdegno dei lavoratori delle Officine e del comitato esistente dall'ormai famoso sciopero, aveva previsto di ridurre di 430-450 mila le ore lavorative per lo stabilimento bellinzonese. La battaglia per salvaguardare il futuro è in corsa da tempo, e ieri Gianni Frizzo, sempre in prima fila, era felice: «finalmente è stata manifestata l’intenzione di voler costruire qualcosa assieme. Il dialogo, così come l’atteggiamento dimostrato, è stato costruttivo e questo è un ulteriore passo avanti. Non dobbiamo e non vogliamo farci prendere dall’entusiasmo, tuttavia torniamo in Ticino con una vittoria che ci fa ben sperare per il prosieguo delle trattative», ha dichiarato al Corriere del Ticino. «Il dialogo si è svolto in un clima costruttivo con l’obiettivo di trovare delle soluzioni comuni e con lo scopo di poter garantire un’evoluzione stabile dello stabilimento. In un primo passo le parti hanno concluso una moratoria. Sono previsti altri incontri e si spera di poter trovare soluzioni concrete per fine mese», ha ribadito a sua volta il portavoce delle FFS.Non tutti i punti sono comunque chiariti, poiché le ferrovie dichiarano di non aver licenziato nessun collaboratore dal 2011 ad oggi, mentre l'altra parte sostiene che una parte dei lavoratori venga chiamata solo in caso di bisogno. Ma la moratoria fa sì che il Piano di fabbrica e le riduzioni di ore siano al momento congelate: non è una vittoria, ma le Officine hanno segnato un gol.