«Non facciamo satira politica, è un altro mestiere e non ci interessa come gusto. Il nostro stile è un'altra cosa, ovvero la surrealtà, il gioco, la fantasia. Ridere dei politici aiuta a comprendere i politici? Secondo me prende in giro il politico del momento, le cose che vanno più in profondità sono altre. Per esempio, se si vuole parlare della furbizia delle persone non necessariamente si toccano i politici, il bersaglio diverrebbe solo lui. Noi per contro non abbiamo pretesa di fare satira politica o sociale, quando mettiamo in scena lo sketch sull'ignoranza parliamo in generale. C'è, mettiamo, un critico d'arte assieme a due ignoranti, con questo vogliamo toccare chiunque».