VIENNA - Alla fine, l'estrema destra non è riuscita a conquistarsi la poltrona di presidente dell'Austria. Per pochissimi voti, circa 31mila di scarto, ovvero col 50,3% contro il 49,7% l'ecologista Alexander Van der Bellen ha vinto le elezioni, battendo il candidato del Partito della Libertà (Fpö) Norbert Hofer.La possibile vittoria della destra preoccupava l'opinione pubblica europea e anche la parte austriaca che non aveva votato per Fpö. I sostenitori dei partiti tradizionali, grandi sconfitti del primo turno, dove un voto di protesta in materia soprattutto di immigrazione, si sono coalizzati a favore di Van der Bellen. Decisivi i voti per corrispondenza, dopo che sino a questa mattina i due candidati erano sostanzialmente pari. Per la destra è comunque un risultato positivo, salutato su Facebook dai commenti di Hofer e del presidente della Fpö. «Mi sarebbe piaciuto prendermi cura di questo bel Paese. Vi resterò comunque fedele», ha scritto il candidato uscito perdente, mentre il leader del partito Heinz-Christian Strache ha postato: «La strada che abbiamo spianato negli ultimi 11 anni, nessuno può più togliercela. Norbert Hofer sarebbe un vincitore ex-equo con circa il 50%, è solo in un fotofinish di un millimetro che non è stato eletto presidente austriaco. Siamo consapevoli di questo grande successo e quindi continueremo a lavorarci. È solo l’inizio».A regalare la presidenza al 62enne ecologista sono stati Vienna (63,3%) e le regioni del Tirolo (51,4%), del Vorarlberg (58,6%) e dell’Oberoesterreich (51,3%), mentre Hofer si è imposto nel resto del paese. Il nuovo presidente è professore universitario di economia a Innsbruck. Ha militato nelle file del Partito socialdemocratico austriaco (Spoe) e poi nei Verdi (questa volta si è presentato come indipendente ma vicino ai Verdi), di cui è stato presidente per un decennio. Nel 2012, dopo 18 anni di presenza ininterrotta nel parlamento austriaco, ha lasciato il Nationalrat per passare al consiglio comunale di Vienna, dove è rimasto fino al 2015, prima di questa avventura.Le sue posizione laiche e non ideologiche ne hanno fatto la bandiera della lotta contro l'estrema destra, raccogliendo i consensi di tutti coloro che avevano visto i propri candidati fare una magra figura al primo turno.In Ticino, esulta Ronnie David, molto meno Piero Marchesi (vedi intervista di oggi).