CHIASSO - Il Comune di Chiasso non poteva assumere un/a direttore/trice per la biblioteca, impiegata al 20%: questa figura non è contemplata nel Regolamento organico dei dipendenti del Comune, e oltretutto un impiegato comunale deve lavorare almeno al 50%.Contro il concorso pubblicato dal Comune avevano fatto ricorso i consiglieri comunali PPD Giorgio Fonio e Mauro Mapelli. Il Consiglio di Stato ha dato loro ragione, annullando il bando, poiché "prevedendo l’assegnazione di una funzione non prevista nel ROD si appalesa chiaramente illegale. In effetti il Municipio non dispone della facoltà di assumere dei dipendenti non contemplati specificamente dal ROD, senza una preventiva modifica della suddetta normativa nel senso delle – eventuali – nuove necessità del Comune». Il Comune si era difeso spiegando che, in concreto, il compito di dirigere la biblioteca sarebbe stato assegnato direttore del m.a.x. Museo e dello Spazio Officina, Nicoletta Ossanna Cavadini, estendendo il suo tempo di lavoro dal 50% al 70%: il concorso, dunque, era praticamente pro forma. Ciò rientrava nella strategia di riorganizzazione dei servizi bibliotecari, che il Municipio di allora, con la Municipale socialista Patrizia Pintus ala guida del Dicastero interessato, desiderava finissero sotto la conduzione operativa e concettuale del museo cittadino. Ora al suo posto siede Davide Dosi, che dovrà decidere se opporsi alla sentenza o cambiare strategia.