CRONACA
Il PS ticinese ai delegati nazionali, «attenzione ai migranti e alle Officine»
La sezione cantonale sottoporrà ai delegati, che si riuniranno a Coira il 25 giugno, due risoluzioni sul tema della migrazione e del futuro dello stabilimento bellinzonese
BELLINZONA - Il PS ticinese è pronto a portare all'attenzione del partito nazionale i temi che gli stanno a cuore. Il 25 giugno si svolgerà a Coira l’Assemblea dei delegati del Partito Socialista Svizzero, che discuterà del lancio del referendum sulla Riforma dell'imposizione delle imprese, ma i ticinesi vogliono porre all'attenzione i problemi legati alla migrazione e alle Officine di Bellinzona.Per questo, porteranno a Coira due risoluzioni da sottoporre ai delegati, anticipate in un comunicato stampa a firma di Gina La Mantia e Evaristo Roncelli.La prima, sulla migrazione, chiese al PS nazionale «di farsi promotore, insieme ad altri partiti, organizzazioni e associazioni, di una manifestazione o di azioni nazionali pacifiche che attirino l’attenzione dei media e coinvolgano l’opinione pubblica, per fare pressione sul Consiglio federale affinché si impegni maggiormente nell’accoglienza, apra dei corridoi umanitari, sospenda i rinvii dei migranti verso quei Paesi che non possono garantire un’accoglienza dignitosa e infine sospenda l’accordo con la Turchia, dove i diritti più elementari sono violati». Nel testo si legge della drammatica situazione, in cui «abbiamo visto erigere muri e tirare filo spinato, abbiamo visto donne partorire nel fango e famiglie bloccate per settimane in condizioni sanitarie e umanitarie inaccettabili, abbiamo visto affondare barconi e sparare su persone inermi la cui unica colpa è quella di cercare di portare in salvo sé stessi e le loro famiglie dalla guerra».È dal secondo conflitto mondiale che non si assiste a un numero così grande di migranti, col Mediterraneo che si è trasformato in un «luogo di calvario", con queste persone spesso costrette a affidarsi alla criminalità organizzata per raggiungere l'Europa. Dunque, è necessario per la Svizzera «impegnarsi più seriamente nell’accoglienza, aprire corridoi umanitari, sospendere i rinvii Dublino in Paesi che non sono in grado di garantire una presa a carico dignitosa e impegnarsi per la sospensione dell’accordo con la Turchia che viola i più elementari diritti di asilo».La seconda risoluzione sottolinea «come le aziendalizzazioni delle regie federali abbiano provocato da un lato la perdita di qualità del servizio offerto e dall’altro l’aumento dei profitti e dei salari dei manager. In questo quadro si inseriscono anche le Officine di Bellinzona». Esse sono di nuovo a rischio, dopo lo sciopero del 2008. «Il rischio quindi è quello di una chiusura programmata. Ciò che metterebbe a rischio un importante polo industriale per il Ticino, numerosi posti di lavoro qualificati, ma anche la coesione nazionale. Non è infatti comprensibile che uno stabilimento industriale che si trovi sull’asse nord –sud non riceva lavoro dalle FSS per la manutenzione dei veicoli che transitano su questa linea». Per questo, è fondamentale adottare una strategia a medio-lungo termine, e il PS cantonale chiede a quello nazionale di attivarsi presso la FFS. In particolare, «invita tramite i suoi rappresentati, il Consiglio federale a fare pressioni sulle FFS affinché vi sia il rispetto degli accordi sottoscritti con il Comitato del personale delle Officine di Bellinzona» ed «esorta la propria deputazione alle Camere federali ad intraprendere tutti i passi necessari per coinvolgere il resto del Parlamento a fare altrettante pressioni sulle FFS al fine di garantire la sopravvivenza della Officina di Bellinzona».
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