LONDRA - Come prevedibile, l'apertura delle borse risente pesantemente dell'effetto Brexit. Stando allo Swiss market index, a Zurigo si è registrato subito un cedimento pari a 6,40% su quota 7'505 punti , con un recupero poi sino a 5,31% su quota 7'597. Il titolo Credit Suisse group Ag ha fatto registrare un meno 13,48%, quello di UBS group Ag un meno 12,48%, meno 11,37% per Julius Bär Gruppe Ag. Tengono un po' meglio Swisscom ag (meno 3,24%) e Syngenta Ag (meno 3,07%).Per quanto concerne le altre borse, a Francoforte si registra il Dax-30 a meno 7.95%, meno 7,395 per Ftse-Mib a Milano (dopo addirittura una sospensione per eccesso di ribasso), meno 6,7% per Ftse-100 a Londra e meno 9,05% per Cac-40 a Parigi. L'indice dei valori guida SMI segnava 7'557.83 punti, in flessione del 5,80% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva il 5,75% a 8'183.99 punti. L'intero comparto bancario italiano non riesce a fare prezzo, con cali teorici importantissimi: Bpm -34,88%; Mediolanum -33,9%; Mediobanca -31,75%, Banco Popolare -26,73%, Unicredit -25,84%, Mps -26,4%, Bper -24,44%, Intesa Sanpaolo -23,83%. Anche il franco sta conoscendo una forte pressione, come riconosce BNS, che in un comunicato ha fatto sapere di avere intenzione di continua a rimanere attiva sul mercato e di essere intervenuta sul mercato valutario dopo il sì dei britannici alla Brexit. L'euro ha toccato la soglia di 1,0624 franchi, la quota più bassa da agosto 2015.Credit Suisse non esclude un abbassamento dei tassi, UBS si aspetta un'azione coordinata delle banche centrali europee per limitare i danni.