CRONACA
Addio al gigante buono. È morto Bud Spencer
Tirava pugni, sistemava i torti, con la sua caratteristica barba, e sorrideva sempre. Se ne è andato ieri a 86 anni, dopo una carriera cominciata nel nuoto
ROMA - Ha svolto molte attività nel corso della sua vita, e in tutte è riuscito bene: da nuotatore ad attore, da impiegato in una ditta di costruzioni e dell'Alfa Romeo a pilota, sino a scrittore, ma la maggior parte delle persone lo ricorderanno sullo schermo, assieme a Terence Hill. È nato come Carlo Perdersoli, ma per tutti era Bud Spencer, il suo nome d'arte. L'attore se ne è andato ieri a 87 anni, circondato dall'affetto dalla famiglia. Secondo quanto riportato dal figlio, la sua ultima parola è stata grazie. A dirgli grazie, è il cinema italiano, sono generazioni di persone che hanno riso con le sue avventure, col suo pugno divenuto caratteristico, che sono cresciute seguendo il gigante buono.Il cordoglio, sui social, è universale, e coinvolge persone di età diverse, a testimonianza di un personaggio che non era moda, ma storia, amato da grandi e piccini. Il suo approdo al cinema non è stato semplicissimo. Dopo una gioventù passata fra Napoli, Roma e il Sud America, dopo una buona carriera di nuotatore (fu il primo italiano a nuotare i 100 metri stile libero sotto il minuto) e una partecipazione alle olimpiadi nel 1952, viene notato per il suo fisico imponente. Perdersoli chiese un compenso non inferiore a 2 milioni di lire, non aveva ancora la barba e non sapeva andare a cavallo. Al primo tentativo, fu rifiutato, lui che aveva solo fatto da comparsa in "Quo vadis?" e "Annibale", poi il regista lo richiamò perché col suo fisico non aveva trovato nessuno."Dio perdona... io no!" è il primo film di una lunga e fortunata seria, oltre ad una battuta che entrerà nell'immaginario collettivo. Pedersoli inizia in quell'occasione a far coppia con Mario Girotti, e assumeranno poco dopo i nomi d'arte con cui sono conosciuti: Terence Hill e Bud Spencer (scelto in omaggio ironico a una birra). Il successo vero e proprio arriva con "Lo chiamavano Trinità", e non abbandona il duo nei successivi 16 film. Bud Spencer crea il cliché del gigante buono che tira pugni quando serve, vive la vita come piace a lui e ristabilisce la giustizia dopo dei torti. Sempre, sia che si trovasse nei panni di un investigatore o di un cow boy, con l'inconfondibile sorriso sulle labbra. Recita anche in un thriller, "Quattro mosche di velluto grigio".Si lamentava di non essere considerato, assieme a Terence Hill, dal cinema italiano, che oggi lo piange. Diceva di non temere la morte.
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