BERNA - 600 milioni di disavanzo: sono le cifre rosse del Preventivo 2017 della Confederazione. Secondo un comunicato giunto da Berna, i numeri sarebbero dovuti in gran parte alle spese straordinarie causate dal grande afflusso di migranti.Il Consiglio Federale propone quindi di aggirare il freno all'indebitamento, che è di 350 milioni. Si tratta di un meccanismo intende proteggere le finanze federali da squilibri strutturali (cronici) e impedire in tal modo una crescita del debito come avvenuto negli anni Novanta, perseguendo la sostenibilità delle finanze pubbliche come pure il livellamento delle fluttuazioni congiunturali e di crescita. In situazioni straordinarie, se si ha il consenso della maggioranza qualificata dei membri di tutte e due le Camere, si può aumentare il limite di spesa. È la via che vuole seguire il Governo, dato che una crisi nell'asilo fa parte delle possibili situazioni straordinarie. L'arrivo di migranti e le conseguenti spese sono da considerare impreviste ed eccezionali, e se iscritte come uscite straordinarie nell'ordine dei 400 milioni farebbero sì che il deficit strutturale sia solamente di 100 milioni. Le alternative? Si dovrebbe ricorrere a un blocco lineare dei crediti, e a farne le spese sarebbero soprattutto l'educazione e la ricerca, che si vedrebbero tagliare 110 milioni, i traporti che se ne vedrebbero togliere 85 e agricoltura, difesa nazionale e rapporti con l'estero, a cui verrebbero tagliati 50 milioni a testa.Ueli Maurer è fiducioso che si possa per la prima volta ricorrere alle spese straordinarie. L'alleggerimento del freno all’indebitamento trova però contrari UDC e PLR. I democentristi sostengono che i costi per l'asilo sono fuori controllo e che inserirli nelle spese straordinarie vorrebbe dire indebolire la resistenza della Svizzera alle crisi economiche e finanziarie. Il PLR ritiene inaccettabile aggirare le regole, il PPD è più possibilista, precisando che le spese straordinarie vanno discusse in Parlamento. I socialisti dal canto loro accusano la maggioranza al Consiglio Nazionale, rea di avere una politica finanziaria unilaterale e poco seria.