LUGANO - Il LAC al centro dei discorsi: è così da quando è nato il progetto, sul Mattino della Domenica. Ora a tener banco è la possibile nomina di Giovanna Masoni Brenni nel direttivo dell'ente autonomo di gestione. «Quando uno o una esce dal municipio, dovrebbe almeno avere il buon gusto di non cercare di rientrare dalla finestra tre mesi dopo andando a caccia di cariche di competenza municipale», si legge in un articolo. «Mai sentito parlare di “voltare pagina”? Ma evidentemente in casa dell’ex partitone la fame di cadreghe pubbliche è insaziabile», prosegue l'attacco.Secondo il Mattino, Masoni Brenni vuole entrare nel direttivo e farsi eleggere presidente, «per continuare a menare il torrone nella kultura luganese, pur avendo lasciato il Municipio! Anzi, farlo con ancora più agio di prima perché, come presidenta del GUTTALAC (ente autonomo), l’ex vice$indaka del “buongoverno” non avrebbe nemmeno bisogno di sottoporre al Municipio le sue iniziative (col rischio di vedersele contestare o respingere) ma avrebbe mano libera! Lei e, naturalmente, la cerchia di suoi sodali con la puzza sotto il naso ed il borsello a fisarmonica», e sta muovendo le pedine per farlo.Il Mattino vede anche un rischio per Badaracco, in caso di elezione di Masoni. «I liblab non sembrano rendersi conto che, per tener su ad ogni costo la coda all’ex kapodikastero kultura, stanno prendendo a pesci in faccia il kapodikastero attuale, che è sempre uno dei "loro": trattasi infatti del neomunicipale Roberto Badaracco. Il quale, con Masoni presidenta del LAC, verrebbe di fatto messo "sotto tutela". Uella, non ci pare che il buon Badaracco abbia già bisogno di una badante!»". Oltretutto, i leghisti vedono il pericolo di un direttivo a tinte fortemente liberali, dato che oltre all'eventuale nomina di Masoni ci sono già Badaracco e Sganzini, e uno dei papabili per la quinta poltrona è l’ex direttore UBS Giovanni Crameri. La posizione della Lega, insomma, è chiara: vogliono il Masonexit, coniando un termine che ormai va tanto di moda.«È evidente che la Lega non si sogna di appoggiare la rentrée dell’ex vice$indaka senza i voti nel GUTTALAC, e voterà compatta contro una sua candidatura. Masonexit! Basta con il ripescaggio di ex politicanti!». E se Masoni dovesse riuscire a entrare comunque? Ecco una dichiarazione di guerra. «La Lega vuole un chiaro segnale di discontinuità rispetto alla passata gestione della kultura e del GUTTALAC. Se così non sarà, si comporterà di conseguenza. E poi che nessuno venga a lamentarsi!»