BERNA - Un'iniziativa per disdire i bilaterali, per l'UDC non c'è altra soluzione. Si discute, ancora, di come applicare quanto votato il 9 febbraio 2014, e arrivare a una soluzione è difficile.Ormai, quasi sicuramente non verranno applicati contingenti e tetti massimi per limitare l'immigrazione, bensì si va verso una soluzione che preveda la preferenza indigena.La Commissione delle istituzioni del nazionale sta analizzando la clausola di salvaguardia unilaterale proposta dal Consiglio Federale e boccia regolarmente gli emendamenti con cui l'UDC cerca di inasprire la legge. E allora i democentristi ritengono che, se non si applicheranno i contingenti, sia indispensabile disdire gli accordi bilaterali, e si preparano perciò al lancio di un'iniziativa. In previsione dunque un'altra grande battaglia sui futuri rapporti tra Svizzera e EU?La quale, nel frattempo, dopo la batosta dell'uscita della Gran Bretagna, e conscia delle difficoltà di trovare una soluzione, non ne disdegna una transitoria. «Abbiamo visto in occasione dell’inaugurazione della galleria ferroviaria di base del San Gottardo quanto la Svizzera sia importante per l’UE e viceversa. Non si deve mettere in gioco questa relazione», ha detto al tg svizzero tedesco il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. La Svizzera però viene invitata a fare dei passi verso l'UELa soluzione provvisoria consisterebbe in un'applicazione della preferenza indigena, magari limitata nel tempo e utilizzata solo in regioni o settori dove la disoccupazione fa registrare numeri importanti. Un'idea sostenuta dal presidente del PLR Müller e che potrebbe ricevere l'avvallo dell'UE, con cui si continuerebbe nel frattempo a negoziare una soluzione definitiva.