CRONACA
Colti, appartenenti alla classe media, jihadisti per moda. I dubbi di Dacca
Fra le autorità ci sono versioni discordanti: qualcuno esclude l'ipotesi della matrice ISIS, altri la ritengono possibile. E spunta un video che mette in dubbio anche la versione della polizia sul blitz
DACCA - L'Italia piange i suoi 9 morti, e il Bangladesh e il mondo si interrogano sugli autori della strage al ristorante Holey Artisan Bakery. È stata l'ISIS oppure no?In un primo momento, la rivendicazione del Califfato era arrivata, e dunque i dubbi parevano risolti. Attraverso la sua agenzia stampa Amaq, l'ISIS ha pure diffuso i nomi del commando responsabile dell'attentato: Akash, Badhon, Bikash, Don e Ripon. Ma le autorità dal paese non ne sono certe. Il ministro dell’Interno bengalese, Asaduzzaman Khan, ritiene che gli attentatori appartenessero al gruppo locale jihadsta Jumatul Mujaheddin Bangladesh e che fossero «tutti istruiti, provenienti da famiglie benestanti, sono andati all’università e nessuno di loro ha mai frequentato una madrasa». E perché avrebbero sposato la jihad? Per il ministro, per moda.Il numero due del ministero degli Esteri bengalese MD Shahidul Haque per contro non esclude che ci possa essere davvero l'ISIS dietro la strage. Conferma comunque che «gli autori non vengono dall’Iraq o dalla Siria, sono giovani bengalesi, molti dei quali colti, con buone prospettive ed appartenenti alla classe media del Paese». La gente, secondo lui, è sconvolta e si chiede come siano arrivati a radicalizzarsi.Anche sulla versione della polizia emergono punti interrogativi. Secondo quanto riferito, gli agenti hanno liberato con un intervento armato gli ostaggi, mentre spunta il video girato da un nord coreano ove si vedono delle perosne, fra cui donne velate e bambini, lasciare a piedi e con calma il locale: un rilascio volontario, almeno di musulmani?
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