CRONACA
«Chiedevano una donazione immediata di più di dieci franchi. Mi ha fermato la loro maleducazione
Per il Luganese girano falsi sordi a raccogliere presunti sostegni a favore dei non udenti, una donna ci racconta: «ci stavo cascando. Non parlavano la lingua dei segni, avevano solo una gestualità goffa»
LUGANO - Ieri la Federazione svizzera dei sordi ha diramato un appello pubblico chiedendo di fare attenzione a falsi sordi che raccolgono, in alcune zone del Luganese, presunte donazioni a favore dei non udenti.Segnalazioni si hanno dal campus USI e dal centro commerciale di Grancia. Abbiamo raccolto la testimonianza di una persona che è stata fermata dai truffatori e che, per fortuna, ha capito in tempo che quei soldi sarebbero finiti nelle tasche di chi la stava imbrogliando. «Sono stata fermata da due ragazzi, i quali avevano in mano un foglio con scritto qualcosa in merito al sostenere i sordi», ci ha raccontato. «Bisognava indicare dati quali nome, cognome e indirizzo, e fare un'offerta, che doveva essere immediata e superiore ai 10 franchi».I due non usavano la lingua dei segni, «ma in fondo non tutti i non udenti la utilizzano. In loro si notava solo una gestualità goffa».La nostra interlocutrice ha risposto di non avere soldi per un'offerta immediata, e a metterla in allarma è stata la maleducazione con cui i ragazzi l'hanno importunata. Ha dunque deciso di non dare nulla, e ha capito che erano falsi sordi, ma ha anche aggiunto che con ogni probabilità altre persone sia cadute nella trappola ed abbiano dato soldi. La Federazione svizzera dei sordi ha ricordato nel suo appello che chi raccoglie soldi realmente destinati ai non udenti lo fa in stand autorizzati e porta sempre un abbigliamento con il logo.
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