GINEVRA - Le FFS e il granito ticinese non hanno decisamente un buon rapporto, in questo periodo. A Bellinzona fu preferito il marmo travertino allo gneiss ticinese, ora per un nuovo polo urbano con un budget di circa 725 milioni di franchi, commissionato sempre delle Ex Regie, il prodotto ticinese è stato scartato a favore di una soluzione meno costosa proveniente dall'Europa.L'offerta iniziale di una ditta ticinese, per costruire in gneiss di Cresciano anche un arredo urbano, era stata di massimo 2,7 milioni, poi ridotta sensibilmente a 1,90 milioni. Ma non è bastato, perché le FFS hanno cambiato idea, dopo essere state inizialmente a favore del prodotto ticinese, ed hanno optato per un'altra soluzione.Come era accaduto per la stazione di Bellinzona, a farsi avanti per protestare e chiedere spiegazioni è il Consigliere Nazionale PPD Fabio Regazzi, coadiuvato dai colleghi Marco Romano (PPD), Roberta Pantani (Lega) e Lorenzo Quadri (Lega). Le FFS, come impresa parastatale, dovrebbero avere secondo lui maggior sensibilità sociale. E della scelta di risparmiare fa le spese «ancora una volta il settore del granito ticinese, già confrontato con le difficoltà di un mercato sempre più difficile a causa della concorrenza estera che per di più non rispetta le condizioni sociali e di lavoro in Svizzera».Il Consiglio Federale, interpellato in merito, ha detto di non avere voce in capitolo nelle scelte delle Ferrovie, almeno in merito alle pietre da utilizzare. Nel bando di concorso, lo gneiss ticinese era stato indicato come modello, ma questo non impedisce, come accaduto, di orientarsi su un'altra scelta. «LE FFS creano concorrenza e tengono in considerazione l’offerta economicamente più conveniente», prosegue l'Esecutivo, spiegando che con la soluzione europea il risparmio sarà a sei cifre. Mentre assicura che saranno rispettate le norme di lavoro dell'UE.