CRONACA
Comunisti con lo sguardo all'America. «Tanti auguri a Gloria La Riva, la candidata di cui nessuno parla»
Il PC propone un'analisi della realtà americana. «C'è troppa faciloneria. Clinton non è la fautrice dell'emancipazione femminile e Trump non è "fascista". Anzi, alcune sue idee sono da tenere in considerazione»
BELLINZONA - Le elezioni americane sono lontane nello spazio e dunque anche di difficile comprensione, ma capire che cosa sta succedendo, e capiterà, è fondamentale. Ne è convinto il Partito Comunista Ticinese, che in merito ha organizzato una conferenza che approfondisse l’argomento, invitando il giornalista e politologo Andrew Spannaus, autore del recente libro “Perché vince Trump".«Per quanto concerne i due candidati di punta, quanto ci viene dipinto è una rispettabile paladina dei diritti umani, Hilary Clinton, e d’altra parte Donald Trump, una caricatura rozza e pericolosa per l’intero ordine mondiale», scrive il partito in una nota a firma di Edoardo Cappelletti. «La situazione, tuttavia, si presenta ben più complessa. Tanto per cominciare, una retorica del “meno peggio” a sinistra non può sposarsi con una chiara vocazione interventista, che ha portato ai recenti disastri umanitari in medio oriente e si incarna nella figura della Clinton: un giudizio sulla candidata, troppo spesso permeato da vuote superficialità, dovrebbe fondarsi appunto sul suo operato politico».«Secondariamente, il fenomeno di Trump non può che venire compreso alla luce dell’attuale contesto statunitense, che sta vedendo crescere un diffuso malcontento popolare rispetto al tradizionale sistema di potere. Democratici e Repubblicani, proponendo un indirizzo politico sostanzialmente identico, non hanno portato soluzioni al declino economico e sociale del paese. Nella società americana, di conseguenza, si è configurato un forte scollamento fra l’élite politica storica e la popolazione. Il successo raccolto dai due candidati outsider, Bernie Sanders e Donald Trump, appare in quest’ottica emblematico. Quest’ultimi, e in modo particolare il secondo, che è persino riuscito ad affermarsi alle primarie del suo partito, si collocano ben al di fuori delle tradizionali sfere di potere. Così facendo, all’identità di vedute fra Democratici e Repubblicani, ormai asservite ai poteri forti, si oppone una forza politica che tende a minacciare la conservazione dello status quo. Non ci sorprende che la campagna mediatica contro Trump si limiti a ironizzare sulle sue “sparate”, guardandosi però bene dall’entrare nel merito delle sue proposte», prosegue l'analisi.Le uscite razziste, continua il PC, «sono da condannare. Ciò detto, siamo dell’avviso che tutta una serie di proposte, anche se non finemente esposte, vadano apprezzate tenuto conto dei rispettivi contenuti. Nel programma di Trump sono diversi i punti che, nella corsa per la Casa Bianca, segnano una rottura con il passato e meritano una seria considerazione. In materia di politica estera, ad esempio, viene caldeggiata una svolta rispetto alla prassi bellicista delle precedenti amministrazioni, arrivando persino a spingere per una cooperazione pacifica con Russia e Cina. Trump si esprime inoltre contro il TPP e, come tutta la sinistra radicale europea, contro il TTIP, accordi nefasti che sono per contro invocati dalla Clinton. Diversamente dallo stesso Partito Repubblicano, Trump dichiara poi di voler rimuovere le esenzioni fiscali per i profitti conseguiti all’estero dalle imprese e, questa volta in generale controtendenza, anche di non tagliare sulle prestazioni sociali di base».Si è di fronte «a una faciloneria senza precedenti nel leggere quanto accade a Washington: una situazione imperdonabile poiché anche la politica svizzera e di sicurezza internazionale sarà fortemente influenzata dall’esito di queste elezioni presidenziali. Vedere Clinton come una fautrice dell’emancipazione femminile è semplicemente falso, così come la superficiale etichettatura di “fascista” che certa sinistra attribuisce a Trump – senza nemmeno leggerne il programma – è del tutto sconnessa con la realtà che vivono le fasce popolari statunitensi».Ma il PC "tifa" per una terza persona. «Come comunisti inviamo un augurio alla candidata di cui nessun media parla: Gloria La Riva, esponente del Partito per il Socialismo e la Liberazione (PSL) - e appena incarcerata durante le manifestazioni di protesta per le brutalità poliziesche - con un programma concreto contro l’imperialismo americano e a favore dei diritti sociali, della pace, della cooperazione con i paesi emergenti e contro il TTIP».
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