CRONACA
Un sacco di problemi
La tassa sul sacco pomo della discordia estiva. A Lugano divergenze soprattutto in casa leghista. A livello cantonale dubbi sulla tassa base
BELLINZONA – La tassa sul sacco arriverà presto sui banchi del parlamento cantonale. A confermarlo è Giorgio Galusero (PLR), subentrato quale relatore del messaggio a Nadia Ghisolfi (PPD), che a sorpresa aveva fatto dietrofront a febbraio. «Lo discuteremo in Commissione della legislazione dopo la pausa estiva», ha spiegato Galusero interpellato da LaRegione. Nel frattempo a Lugano il dibattito è rovente, dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato il nuovo regolamento sui rifiuti frutto di un accordo fra Lega, PLR e PPD (che avevano stravolto la proposta uscita dall’esecutivo), e impugnato da esponenti dei Verdi e del PS. Borradori da una parte vorrebbe ripresentare lo stesso messaggio con qualche piccolo ritocco, mentre Attilio Bignasca già parla di referendum, a meno che non si metta al contempo mano al moltiplicatore. Insomma, tutto un gioco in casa leghista.Ma non solo a Lugano, anche a livello cantonale i problemi non mancano. Ad evidenziare delle lacune nel messaggio governativo ci ha pensato Okkio, l’osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti, secondo cui non è ammissibile una tassa base uguale per tutte le economie domestiche. Infatti solo differenziando anche questa tassa si rispetterebbero i principi di causalità, di equivalenza, della copertura dei costi e di trasparenza. Un’interpretazione che non trova concorde Galusero, secondo cui i costi che la tassa base va a coprire «non dipendono dal numero di persone che compongono l’economia domestica».Attualmente solo una cinquantina di Comuni applica correttamente tassa base e tassa sul sacco, mentre una settantina di Comuni è ancora fuori legge. «Non li capisco: le esperienze di chi applica la tassa sono positive, con una netta riduzione dei costi, anche in termini ambientali», ha concluso Galusero.
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