MELIDE - Fervono i preparativi a bordo del "Titanic". Per un mese, a partire dal 10 agosto, la sempreverde storia d'amore andrà in scena come musical per un mese in riva al Ceresio, con la sua magia invariata negli anni. Fra gli interpreti c'è Suor Cristina, la religiosa che qualche anno fa fece discutere vincendo il talent show The Voice of Italy. L'abbiamo incontrata per parlare dello spettacolo e di come vive la religione.
Porterete in scena il Titanic, che cosa rende sempre attuale questa storia? Visto da una religiosa, può portare qualche insegnamento?
«La storia del Titanic è sempre attuale perché descrive un'umanità ricca di speranza, che sogna in grande e fa sognare alla ricerca di nuove vie per poter spiccare il volo. Quando si pensa a "Titanic", si pensa subito ad un tragico evento ma credo che il suo fascino sia legato anche a tutte le storie d'amore differenti che la nave porta con sé a bordo. "Titanic" ha tantissimi elementi di spessore legati alla fede che aiutano a riflettere come ad esempio il fatto che l'Amore non bada alla classe sociale di appartenenza, ma la sua forza può unire persone di classi lontanissime e di fronte alla morte rendere tutti uguali, figli di un unico Padre bisognosi di conforto e di speranza...»
La sua esibizione e la successiva vittoria a The Voice fecero parlare, ora ci sono ancora pregiudizi verso di lei? Quali sono state le critiche che le hanno fatto più male
? «Onestamente non mi preoccupo dei pregiudizi, so che canto la fede portandola agli altri e come me tantissimi altri religiosi nel mondo annunciano Cristo attraverso l'arte o con i doni e i carismi che il Signore ha dato loro! Qualora ci fossero critiche, se costruttive le accetto volentieri perché ho ancora bisogno di imparare anche io, se distruttive, sorrido e continuo a cantare la gioia di avere incontrato Gesù».
Che cos'è la religione per lei? Qual è il messaggio che vuol far passare con la sua musica?
«Religione è scoprirsi bisognosi di Qualcuno che ti legga dentro nel profondo del cuore e ti dia grande consolazione, dunque scoprirsi bisognosi di un Dio che stia sempre vicino in qualunque circostanza della vita. La musica è il mezzo più diretto per comunicare qualcosa agli altri e certamente attraverso la musica voglio annunciare che ho trovato un Tesoro prezioso che vorrei scoprissero tutti!»
La religione ha ancora un ruolo nell'aiutare una generazione confusa oppure viene trascurata, sia nelle famiglie che nelle scuole? E quanta importanza ha Papa Francesco nel renderla centrale e moderna?
«Viviamo in un'epoca di confusione o come dice Papa Francesco, nella "cultura del provvisorio" e quindi in un contesto sociale disordinato e disorientato. Ma il Signore ci ama sempre e continua a chiamarci a Lui costantemente ed è certamente responsabilità di ogni singolo cristiano condurre a Dio ogni animo confuso che si incontra. Lo Spirito Santo ci ha mandato il Papa perfetto per riorientare gli animi confusi e per rendere centrale e moderno l'Amore di Dio vitale per la vita spirituale di ogni uomo».
Come giudica l'Islam e le sue derive come l'ISIS? Concorda sul fatto che fenomeni del genere gettino una cattiva luce sulla religione in generale?
«Non sta a me giudicare ma mi unisco alla preghiera di Papa Francesco».