«Se avessero voluto un nuovo inno, almeno potevano presentarsi con qualcosa di totalmente nuovo. Invece furbescamente hanno tenuto la melodia, visto che la musica è la chiave per aprire l'anima, come diceva qualcuno. È un atto di furbizia, ma anche un plagio a livello giuridico, pur essendo caduti i diritti d'autore. Esce qualcosa di rattoppato e indecente. Si distruggono cose che non vanno toccate: il paese cresce, la società cambia e bisogna adattarsi, ma non bisogna rovinare le basi. C'è qualcosa alla base che non va modificato, penso a giustizia e territorio. Continuando a distruggere si rovina anche qualcosa nella società, già i valori se ne stanno andando... Parallela alla distruzione delle istituzioni vi è quella della società. Non è uno sviluppo sano e dunque reagisco».