CRONACA
Call center a Novazzano, «ci opponiamo»
ATA Associazione, (sia Sezione ticinese che Associazione nazionale) e Associazione Cittadini per il territorio presentano un'opposizione
NOVAZZANO - Il call center non piace: non va bene il cambio di destinazione dello stabile e il numero dei parcheggi previsti è in contrasto con quello derivante dal regolamento cantonale dei parcheggi. ATA Associazione Traffico e Ambiente, Sezione della Svizzera Italiana, a titolo proprio e in rappresentanza dell'Associazione nazionale e l’Associazione Cittadini per il territorio hanno dunque deciso di inviare un'opposizione.«La presente opposizione s’inserisce nel discorso più ampio relativo alla pianificazione del territorio, alla saturazione progressiva delle zone edificabili nel fondo valle del Canton Ticino e al conseguente collasso viario e ambientale, che oggi caratterizza tutto il Sottoceneri», si legge nella premessa. «Negli ultimi dieci anni le zone industriali artigianali si sono saturate ad una velocità incredibile. Gli appezzamenti di terreno edificabile sono diventati sempre più rari e sempre più cari. La domanda di territorio da parte di ditte internazionali, spesso specializzate nella cosiddetta logistica, non tende a diminuire».I vantaggi per la regione dati dalle nuove aziende sono però limitati. «Negli ultimi anni sono arrivate anche richieste di insediamento da parte di ditte fornitrici di servizi, a volte legate alla logistica, ma spesso avulse da ogni contesto economico locale come è il caso dei call center internazionali o di agenzie di viaggio virtuali. A parte le ricadute fiscali dirette, legate per lo più alle imposte alla fonte, al nostro territorio resta poco, sia in termini di posti di lavoro, che in termini di ricaduta economica complessiva.Anche se non siamo in grado di fare un calcolo esatto dei costi indiretti che derivano da questi insediamenti possiamo sicuramente dire che la saturazione del fondo valle causata da una esplosione di richieste di insediamenti, ha causato costi infrastrutturali non indifferenti».Non manca una stoccata alla pianificazione, «troppo poco si è guardato al tipo di attività che si è insediata sul territorio. Nessuna riflessione sulla collocazione è stata fatta per le ditte fornitrici di servizi (terziario). Perché nel caso di questo tipo di aziende non si è spinto maggiormente per una loro collocazione all’interno di centri urbani dove i trasporti pubblici sono presenti con un servizio più adatto ai flussi di persone generato dai lavoratori?».In merito al caso specifico del call center, come detto, l'opposizione, firmata da Ivo Durisch e Caroline Camponovo, si basa sulla contestazione della destinazione d’uso («lo stabile in oggetto si situa in una zona residenziale estensiva. Ci opponiamo a un suo cambiamento di destinazione d’uso a scopo uffici e call center») e della questione dei parcheggi («per quanto concerne il numero di parcheggi contestiamo il numero previsto di 42, che pare in contrasto con quello derivante dal regolamento cantonale dei parcheggi, cfr. relazione tecnica punto 6 Parcheggi»).
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