BELLINZONA - E alla fine l'albo dei padroncini sarà oneroso solo per le ditte ticinesi, poiché chi ha sede oltre Gottardo e opera nel nostro cantone non dovrà pagare. Una cattiva notizia per l'imprenditoria ticinese, che però può sorridere perché la tassa è stata ridotta da 2'000 a 600 franchi annui.Ma è una ben magra consolazione. La modifica si è imposta dalla legge federale sul mercato interno, che garantisce una sorta di libera circolazione degli artigiani. In Svizzera interna comunque non sono d'accordo neppure di dover presentare un documento per venire a lavorare in Ticino.C'è amarezza, ovviamente, nel nostro Cantone. «Eravamo partiti dal presupposto che ci fosse un equità di trattamento, non capisco il senso di mettere regole che deve rispettare solo l'artigianato ticinese», ha commentato il presidente delle associazioni dell'edilizia Piergiorgio Rossi. E il primo firmatario dell'iniziativa che ha portato alla creazione dell'albo, il liberale Paolo Pagnamenta, se la prende con Zali. «Prendo atto che un’altra legge uscita dal dipartimento di Claudio Zali va incontro a difficoltà tali da compromettere ancora una volta gli interessi dell’economia ticinese», ha detto a La Regione, sottolineando come il Mattino esaltava il lavoro del Consigliere di Stato nella lotta alla concorrenza dei padroncini italiani nell'economia ticinese.