LUGANO - Il LAC è aperto ormai da un anno. Come sono andati i primi mesi di vita del complesso che, nei propositi di tutti, avrebbe dovuto cambiare la vita culturale e influenzare quella turistica luganese?Le cifre sono soddisfacenti, spiega Roberto Badaracco al Corriere del Ticino. Prima di tutto, esulta la musica. «Va forte. «I concerti hanno registrato buone presenze (ogni volta tra l’80 e il 100% della capienza della sala). Bisogna riconoscere che l’offerta è stata di altissimo livello – penso ai concerti di musica classica ma non solo – e pure la location ha contribuito al successo». Dati positivi anche dal teatro, il settore che è cresciuto di più in proporzione ed anche «il cartellone della nuova stagione desta molto interesse: la prevendita dei biglietti procede bene». Da segnalare anche quasi 300 eventi privati che si sono svolti al LAC, oltre a workshop, riunioni, conferenze e incontri aperti al pubblico. Il responsabile del Dicastero cultura, sport ed eventi vorrebbe puntare sull'ambito museale, «si tratta di un ambito meno popolare di quello musicale ma che può rendere davvero vivo il LAC 24 ore su 24. Le statistiche parlano di 250-300 persone al giorno in media, con dei picchi di affluenza durante i fine settimana».Il dato che sorprende e fa felice Badaracco è quello dei visitatori provenienti dalla svizzera interna, ben il 30%, segno che il LAC piace anche oltre Gottardo. Meno positivi i numeri per quanto concerne l'estate, ma una flessione era da mettere in preventivo. «In futuro bisognerà studiare altre soluzioni, proporre concerti e spettacoli ad hoc durante il periodo estivo, magari in collaborazione con il LongLake Festival. Un centro di questo calibro deve vivere tutto l’anno. Turisti e ticinesi hanno sete di cultura». Ma per ora, va bene così.