BELLINZONA - La Svizzera accoglierà a partire da settembre 200 migranti dall'Italia (e 1'500 più avanti), nell'ambito del programma di ricollocamento dell’Unione europea (Ue) al quale la Confederazione partecipa su base volontaria. Si tratta di persone che seguiranno la procedura d'asilo standard e saranno ripartiti fra i Cantoni. Il Ticino dovrebbe ospitare il 3,9% di loro, dunque 8 persone a settembre, 60 delle 1'500 che arriveranno successivamente. Nel frattempo, il Consigliere di Stato Norman Gobbi sulle colonne de La Regione è tornato a parlare di quanto accaduto sabato a Como, dove a un gruppo di migranti è stato impedito di prendere il treno per Chiasso. Qualcuno, come Paolo Bernasconi, sostiene che avessero il regolare biglietto. «Grazie ai contatti diretti con il prefetto di Como Corda abbiamo potuto evitare che i migranti si muovessero verso il confine, indotti da informazioni scorrette sull’apertura di un corridoio di transito in Svizzera. Cosa evidentemente falsa. Qualcuno però ha voluto giocarci, cercando di mettere alla prova la collaborazione transfrontaliera e la sicurezza. E quest’ultimo credo sia l’aspetto più importante: è giusto parlare di migranti, ma anche delle preoccupazioni della popolazione locale». «Si blindano le frontiere solo quando c’è qualcuno che vuole giocarci politicamente. Come è stato fatto in parte sabato, cercando di andare contro lo Stato, visto che in questi movimenti sono presenti pure organizzazioni di tipo anarchico. Dall’altra parte vi sono i migranti, che possono diventare vittime persino di coloro che pretendono di difenderli, almeno nelle loro affermazioni», ha aggiunto. Un attacco, dunque, a chi ha fatto credere che si stesse creando un corridoio umanitario, a una guerra politica giocata sulla pelle di chi chiede asilo o di attraversare il paese.