CRONACA
«Il Ticino fa di tutto per rompere con l'Italia. Guardate come Gobbi tratta i frontalieri...»
Alberto Bergna, segretario provinciale della CNA di Como attacca il nostro Cantone sulla questione dell'albo. «Avremmo pagato la tassa, anche se ingiusta, perché è nostra abitudine rispettare le regole»
COMO - L'eco del caos suscitato dagli ultimi sviluppi in merito alla LIA arrivato, ovviamente, anche oltre confine. E gli italiani si interrogano sul da farsi.Non usa giri di parole Alberto Bergna, segretario provinciale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Media e Piccola Impresa (CNA) di Como, spiegando come l'intenzione, prima di quanto accaduto negli ultimi giorni, era di pagare la tassa. «Saranno i nostri esperti a indicare su come agire. Il nostro orientamento era quello di pagare la tassa, anche se considerata ingiusta, in quanto l’abitudine degli artigiani italiani è quella di rispettare le norme. Pagare la tassa in quanto per molti nostri associati i mercato ticinese è molto importante. Il costo della tassa sarebbe ricaduto sul cliente».Attacca, poi Norman Gobbi e il Ticino. «Non a caso qualcosa di ingiusto giunge dal Ticino che, mentre la Svizzera è alla ricerca di una positiva integrazione con l’Europa, va continuamente alla ricerca di occasioni per rompere con l’Italia. Basti pensare a come sono stati trattati i frontalieri, con i provvedimenti di Norman Gobbi».Anche Vieri Ceriani, negoziatore per l'accordo fiscale tra Svizzera e Italia, conferma come la questione dell'albo non facilita l'intesa, di cui comunque si parlerà a settembre (c'è anche l'ostacolo del casellario giudiziale).
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