CRONACA
Robbiani, «le dimissioni sono un'ammissione di colpa. Ma ci vuole il politico a mascherare questi casi?»
Il consigliere comunale leghista commenta con soddisfazione le dimissioni dell'"infermiere molestatore". «Ci siamo accaniti perché frontaliere? Lo avremmo fatto anche se fosse stato ticinese»
MENDRISIO - Una vicenda scatenata e sviscerata dal Mattinoline, ripresa dai vari media, oggetto di interrogazioni, ed ora giunta a una svolta. Il cosiddetto "infermiere molestatore", un 50enne che si era dimesso dal Civico di Lugano a causa delle accuse di molestie e mobbing da parte di una ventina di colleghe, era stato poi assunto dal Servizio di assistenza e cure a domicilio del Mendrisiotto, probabilmente tramite la compagna. L'uomo era stato sospeso in via cautelativa dopo le voci, nonostante la direzione del SAD avesse parlato di accuse infondate e avesse difeso le modalità di assunzione, si è dimesso.Massimiliano Robbiani, che aveva inoltrato un'interrogazione, esulta. «Siamo contenti! Si parla sempre di presunto molestatore, perché non ci sono denunce, ma le dimissioni sono una sorta di ammissione di colpevolezza. Se uno è innocente lotta per riabilitare il suo nome, invece lui si è dimesso da due posti di lavoro per le medesime presunte accuse. Come sezione sono state sentite alcune vittime, e le garantisco che non sono state conversazioni piacevoli».
Caso chiuso, per voi?
«Siamo felici per il fatto che al momento non lavora più nel contesto infermieristico, e non può far del male a nessuno. Ma siamo anche preoccupati che, come è stato assunto a Mendrisio, possa andare a lavorare da qualche altra parte. Staremo vigili, e vedremo anche come si evolveranno le cose dal punto di vista della giustizia. Logicamente per le vittime non è così evidenze denunciarlo, dato che anche loro hanno un posto di lavoro...»
Suggerireste a queste persone di denunciare? Magari sostenuti da voi...
«Non tocca a noi ma a loro. Se non lo hanno ancora fatto non credo agiscano ora. Quello che vogliamo è che questa persona cambi professione e che non lavori più a stretto contatto con donne e con gruppi di persone a cui possa fare del male, esercitando il compito di palpeggiatore più che di infermiere. Ci sono altri cliniche o contesti dove può cercare di andare, mi auguro facciano più attenzione a chi assumono. Una parte della colpa infatti è anche del SAD, checché ne dica Comi».
Cosa dovrebbero fare i datori di lavoro?
«Serve un'indagine prima di assumere. Si potrebbe chiedere al precedente datore di lavoro come mai si sia dimesso».
Se qualcuno vi dicesse che come Lega vi siete accaniti su questa persona perché frontaliere, che cosa rispondereste?
«Assolutamente no, ci siamo accaniti contro l'atto. Semmai la questione può essere se non ci sono altre persone da assumere meglio conosciute, anziché chi si è dimesso da un'altra parte ed è frontaliere. Ma avremmo fatto la stessa cosa se ci fosse stato uno svizzero al suo posto, l'onore delle persone è fondamentale».
Le molestie non sono l'unico, grave, avvenimento che vi disturba nel caso, vero?
«Quasi scuramente quest'uomo è stato assunto grazie alla compagna: i fatti gravi sono le molestie e anche le assunzioni grazie all'amico dell'amico. Chi lo ha preso non ha controllato bene i suoi requisiti. C'è da chiedersi se ci vuole il politico per smascherare certe cose: non sarebbe meglio che chi assume si informi prima?»
Farete vostro il tema della vigilanza sulle assunzioni anche a livello cantonale, con atti parlamentari?
«A livello cantonale penso che dopo questa vicenda ci si attivi già per far sì che non accadano altri casi. Per ora lasciamo le cose ferme, vagliando in ogni caso tutto sulla sanità».
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