CRONACA
Galeazzi e la Lugano che soffre in silenzio. «Non ci sono solo le finanze. Il LAC, un giocattolo costoso»
Il consigliere comunale attacca la politica cittadina, «abbiamo fatto i compiti contabili ma non ci siamo chinati, con coraggio, sui temi che oggi stanno offuscando l’immagine di Lugano»
LUGANO - La Città, e la politica in generale, non hanno coraggio: non si deve pensare solo alle finanze. Il LAC? Poco valore aggiunto, sinora.Tiziano Galeazzi, consigliere comunale UDC, è piuttosto duro in una presa di posizione pubblicata dal Corriere del Ticino. «Lugano continua a soffrire in silenzio. Un triste silenzio che si percepisce nell’aria, fra la gente. È sufficiente trascorrere un po’ di tempo nel centro cittadino o nei quartieri periferici per avvertire una sensazione di malessere che sovrasta, che avvolge, quasi come una richiesta di aiuto», esordisce. «All’apparenza tutto sembra funzionare a meraviglia, in realtà molte tematiche vengono poco comprese e analizzate e le risposte sono di una semplicità disarmante. La politica degli ultimi anni ha sì stabilizzato il problema principale delle finanze e ne siamo felici, ma ha in parte trascurato i progetti e le migliorie a medio-lungo termine. Insomma, abbiamo fatto i compiti contabili ma non ci siamo chinati, con coraggio, sui temi che oggi stanno offuscando l’immagine di Lugano, della perla del Ceresio che negli anni Sessanta era conosciuta in tutta Europa. Un biglietto da visita turistico unico».Fra i temi che cita, su cui la popolazione non capirebbe l'azione politica, ci sono la tossicodipendenza al Ciani, la questione irrisolta dell'ex macello, la pianificazione stradale del centro, l'arredo cittadino, la chiusura dei negozi, i costi esorbitanti dei posteggi. E poi attacca il LAC. «Un giocattolo costoso che non hai mai preso veramente il volo internazionale sebbene incassi un discreto successo locale. Oggi sembra siano più importanti le poltrone partitiche all’interno del Consiglio direttivo che il cambio di destinazione con l’ausilio ed il contributo di persone competenti, fuori dalla politica e con agganci internazionali, fondamentali per raggiungere lo scopo del polo culturale come voluto e ideato da Giudici e Bignasca. Agli ingressi del museo e agli spettacoli mancano le file di stranieri che riempiano gli alberghi luganesi, i ristoranti e i negozi. Attualmente rimane solo una nuova ubicazione rispetto a dove si tenevano precedentemente tali eventi, senza un vero valore aggiunto che provenga da oltre San Gottardo e fuori dai nostri confini nazionali».Il coraggio, per Galeazzi, suscita terrore. Per il futuro, sono in programma il nuovo quartiere di Cornaredo con il palazzetto dello sport, le sinergie con la ricerca scientifica e biomedica, il centro fieristico del Conza, progetti che approva, ma che, ammonisce, non sono gli unici da portare avanti. Bisogna agire «iniziando a rompere quel silenzio assordante che, come una cappa di smog, ci sta avvolgendo».
In Vetrina

IN VETRINA

BancaStato, la pianificazione patrimoniale come bussola per le scelte di vita

18 AGOSTO 2026
IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026