CRONACA
La comunità musulmana sul sagrato della Chiesa, fra applausi e perplessità
Il parroco di Viganello racconta l'incontro «Hanno detto di non fare di tutta un'erba un fascio, che non sono tutti cattivi come alcuni pensano. L'iniziativa finisce qui, ma lo scambio è importante»
VIGANELLO - L'imam di Lugano Samir Radouan Jelassi (nella foto) aveva chiesto ai suoi fedeli di partecipare alle Messe cristiane, in segno di vicinanza e contro il terrorismo. I musulmani non sono entrati in Chiesa, almeno a Viganello, ma sul sagrato vi è stato un incontro fra le due comunità, come ci racconta uno dei parroci del paese, don Valentino Tafou.«Quella musulmana è una comunità che conosciamo da parecchio tempo. Li avevamo contattati anni fa ai tempi della visita pastorale di Monsignor Grampa. I rapporti vanno abbastanza bene, non abbiamo contatti regolari, ma è un gruppo gentile, simpatico. Quando è venuto il Vescovo siamo andati nella loro moschea, abbiamo pregato assieme, e ieri è stato un bel ritrovo, con facce che conoscevo già», spiega, facendo capire che i rapporti esistono da più tempo di quanto si creda, e che musulmani e cristiani non sono due mondi a sé stante a Viganello.
Cosa è accaduto ieri?
«Loro hanno voluto fare questo incontro a partire da quanto accaduto in Francia, dicendo che non sono tutti uguali, hanno chiesto di non fare di tutta un'erba un fascio. Hanno dichiarato che non sono tutti cattivi come taluni pensano, il messaggio è che si può vivere anche insieme, pur con le nostre differenze. Bisogna essere uniti e solidali».
La comunità come ha accolto il discorso?
«Apparentemente bene, hanno applaudito. In due però mi hanno manifestato la loro perplessità, hanno affermato che non sono sicuri e che sono tutte parole, non cambia l'essenza del Corano in cui c'è comunque violenza. Ho detto loro che è vero, nel Corano c'è un discorso del genere, ma è giusto quanto è stato chiesto, bisogna vivere assieme e portare avanti un discorso di concordia. Io vengo dal Togo, un paese dove la convivenza fra cristiani e musulmani è pacifica».
L'iniziativa, però, termina qui? E contrariamente agli inviti dell'imam, nessuno è entrato in Chiesa, vero?
«È finita così, sul sagrato della Chiesa. I musulmani non sono entrati, l'incontro si è svolto fuori, dopo la Messa. Non ci disturbava se fossero venuti, ma non lo hanno fatto».
Pensa che cambierà qualcosa oppure è stata un'azione estemporanea?
«Per me è importante, sono in fondo a pochi passi da noi, la gente al venerdì li vede entrare nella moschea. È giusto chiarire le idee. Lo scambio culturale conviene a tutti».
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