VERGELETTO - Una gamba trovata per caso, poi un gomito. È tutto quello che è rimasto di Nikola Hadziev, morto a Vergeletto dopo essere, presumibilmente, caduto in una scarpata.C'è voluto parecchio tempo per risolvere il mistero dei resti umani. La moglie dell'uomo, residente in Macedonia, ha finalmente dato l'allarme, non avendo più notizie dell'uomo, e tramite un campione di DNA prelevato da un indumento si è potuto accertare che si tratta davvero di Hadziev.Quello che colpisce della vicenda è che nessuno abbia denunciato la scomparsa dell'uomo, neppure l'alpigiano per cui lavorava, in nero. Gianluigi Galli, membro del Gruppo integrazione di Locarno, oggi sul Corriere del Ticino, ha attaccato l'uomo. «Chi lo ha assunto per pochi soldi, senza darsi la pena di regolarizzarlo, ha messo in conto la sua scomparsa come si fosse trattato di una capra che la sera non rientra nella stalla. Nessun allarme, nessuna segnalazione, nessuna ricerca. Il ritrovamento casuale di una gamba ha mobilitato le autorità ma non ha svegliato le coscienze», ha scritto con amarezza, divagando poi sino a toccare l'iniziativa "Prima i nostri".Mentre sul giornale la comunità macedone lo ricorda con un necrologio, Galli ha ricordato la sua storia. Nikola Hadziev aveva 57 anni e proveniva dalla regione di Sturmica, in Macedonia. Aveva studiato all'università, scegliendo la matematica ma la situazione difficile del suo paese lo ha spinto a lasciarlo e a cercare lavoro in Svizzera, trovando quello umile e retribuito in nero presso l'Alpe Arena. L'ultima sera in cui è stato visto era a cena in un locale di Vergeletto, poi si è incamminato verso l'alpeggio ed ha trovato la morte probabilmente cadendo in una scarpata È stata quasi subito esclusa la strada dell'omicidio.«Uno scrittore famoso, che ha soggiornato in quella stessa valle parecchi anni fa, parlando dell’immigrazione aveva scritto: "Noi svizzeri abbiamo chiesto braccia, sono arrivati uomini". Non aveva previsto che di questi uomini saremmo potuti arrivare a restituire, senza interrogarci, senza misurarci con la nostra umanità, solo una gamba», ha concluso Galli.