BELLINZONA - Anche Manuele Bertoli è deluso dalla proposta della Commissione delle Istituzioni Politiche del Nazionale per applicare quanto votato dal popolo il 9 febbraio, e lo dice senza giri di parole in un articolo pubblicato sul suo sito.Dice di avere l'amaro in bocca, sostanzialmente per due motivi. «Da un lato la proposta di fatto non rispetta il testo votato da popolo e cantoni. Chi da destra si lamenta dell’aggiramento del mandato costituzionale ha certamente delle ragioni da far valere, perché effettivamente l’art. 121a dice altro rispetto alla “soluzione” commissionale. Va detto che il problema del mancato rispetto della Costituzione non è purtroppo nuovo», e cita un paio di esempi per cui, si rammarica, non ci si è scandalizzati come per l'eventuale violazione dell'articolo 121a. «La proposta di venerdì della commissione del Nazionale non rispetta il mandato costituzionale votato nel febbraio 2014. Più corretto e trasparente, e lo sostengo da sempre, sarebbe rivedere quel mandato costituzionale (che nel concreto, come si vede, appare inapplicabile), proponendo una nuova regola da sottoporre a popolo e cantoni».Non gli è piaciuta nemmeno la posizione assunta dalla sinstra. «D’altro canto mi ha deluso pure il sostegno della sinistra alla soluzione commissionale, concesso senza pretendere in cambio un corretto rafforzamento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone di cui avremmo bisogno. Misure che, guarda caso, la destra economica e quella nazionalista osteggiano da sempre. L’occasione invece è di quelle importanti, che devono essere colte per dotarci di strumenti validi contro il dumping salariale: salari minimi, contratti collettivi di obbligatorietà generale ecc. Le uniche armi che davvero potrebbero regolare l’eccedenza di afflussi di manodopera straniera».Il dibattito ora entrerà nel vivo, e Bertoli spera che «non se ne esca con un brutto compromesso al ribasso, non risolutivo e poco trasparente. Il peggio che la politica potrebbe esprimere".