BELLINZONA - Ieri Manuele Bertoli, oggi Norman Gobbi: ai Consiglieri di Stato ticinesi la proposta per applicare quanto votato il 9 febbraio 2014 della Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale proprio non piace, anzi, per dirla col leghista, è ritenuta «per certi versi di un aborto politico».In un articolo apparso oggi sul Corriere del Ticino, Gobbi parla di «volontà popolare aggirata. E non sono certo i cittadini svizzeri a uscirne vincitori».Il j'accuse è contro liberali, socialisti e anche popolari democratici. «Il risultato presentato dalla maggioranza della Commissione è il prodotto dei dibattiti interni, che hanno visto unirsi la posizione liberale e quella socialista, con l’aggiunta in seguito dei popolari democratici con la loro sedicente proposta federalista. Un fine lavoro di patchwork». In realtà, non si dice nulla di nuovo rispetto a quanto già prevede l'Accordo sulla libera circolazione fra Svizzera e UE per poter adottare misure di regolazione del mercato del lavoro, con l'aggiunta dell'obbligo di segnalare i posti vacanti. Gobbi è perplesso dal fatto che «la maggioranza PLR-PPD-PS della Commissione ha deciso di delegare la decisione sull’attuazione di qualsiasi misura di controllo dell’immigrazione a un organo terzo, ossia al comitato misto Svizzera-UE. Il Cantone può sì richiedere, la Confederazione può anche proporre, ma è il comitato misto a poter decidere. In poche parole i Cantoni non saranno altro che organi richiedenti ma non potranno mai attuare misure che dovrebbero – anzi devono! – essere di loro competenza. Ora con la proposta della maggioranza commissionale PLR-PPD-PS non solo si cede la sovranità decisionale (indebolendo la posizione contrattuale già esigua del Consiglio federale), ma – peggio – si rinuncia pure all’automatismo delle misure, che saranno sempre e comunque verificate dal comitato misto»^.Una vittoria sui frontalieri? Non è d'accordo. Il modello bottom up, cui si ispira questa soluzione, era già stato criticato da Italia e da altre nazioni, e, sostiene Gobbi, diventa inutile in quanto «limitativo a livello di forza d’intervento, considerato che i parametri da raggiungere per poter attuare una misura sarebbero comunque troppi». Per la soluzione della Commissione sarebbe lo stesso, non essendoci l'automatismo delle misure.E a redarre il testo è stata «la stessa maggioranza formata da PLR, PPD e PS, che oggi mette i bastoni tra le ruote» dopo essere stata contraria al voto del 9 febbraio. «Sembra che la storia non abbia insegnato nulla ai rappresentanti di quelli che vengono definiti partiti storici. Eppure, in passato, le cittadine e i cittadini dello splendido Paese in cui viviamo hanno dimostrato di essere stati più lungimiranti dei loro rappresentanti. E a mio modo di vedere, il 9 febbraio 2014 è stata una di quelle occasioni», conclude amaramente Gobbi.