CRONACA
«Chiasso non vuole subire passivamente azioni violente»
Il Municipio ha sporto denuncia contro ignoti per i danneggiamenti operati dai no borders. Colombo-Regazzoni: «Poche possibilità che i colpevoli vengano puniti ma restiamo fiduciosi»
CHIASSO - Una denuncia che serve per dare un segnale: a Chiasso i no borders che si infiltrano in manifestazioni peraltro non autorizzate non vanno bene. Aveva fatto scalpore la protesta di qualche settimana fa d gruppi a favore degli immigrati, fra cui si erano distinti, con danneggiamenti, dei no borders. Molti erano stati i commenti negativi, in particolare Marco Romano aveva attaccato duramente chi aveva perturbato l'ordine pubblico.Il Municipio di Chiasso ha sporto denuncia contro ignoti. Ci siamo fatti spiegare il perché di questa scelta da Sona Colombo-Regazzoni, Municipale e responsabile del Dicastero del Territorio e della Sicurezza pubblica».
Parla di un segnale da lanciare, che cosa volete ottenere con questa denuncia?
«Mostrare he il Comune di Chiasso stigmatizza e non vuole subire passivamente queste azioni violente.
Quante possibilità pensa ci siano che la denuncia non sia solo simbolica?
«Le possibilità di ottenere risarcimenti o che i responsabili vengano puniti sono poche, ma siamo comunque fiduciosi».In Municipio, la scelta di denunciare è stata condivisa da tutti?«È stata una decisione presa all'unanimità.
I no borders vi hanno colti impreparati, cioè non vi attendevate che potesse essere presente alla manifestazione gente intenzionata a danneggiare?
«No, non eravamo assolutamente impreparati. Ormai si sa che, purtroppo, queste manifestazioni rappresentano una forte attrazione per personaggi il cui vero intento è danneggiare e sfogare le loro frustrazioni. D’altronde, a tutela anche delle persone che manifestano pacificamente, non si può intervenire con la forza».
Chiasso che lezione ha imparato dalla manifestazione? Rafforzerete i dispositivi di sicurezza?
«I nostri dispositivi di sicurezza hanno funzionato al meglio. Ad ogni modo, sottolineiamo che la strategia di intervento e la pianificazione del dispositivo di Polizia è stata gestita dalla Polizia cantonale, alla quale gli effettivi della Polizia Comunale erano subordinati».
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