SAINT LOUIS - Il video sessista da una parte, le donne che hanno accusato Bill Clinton di molestie sessuali dall'altra. Donald Trump, nel secondo dibattito televisivo verso le elezioni americane, ha cercato di contrapporre alle sue dichiarazioni emerse qualche giorno fa i "peccati" del marito di Hillary. E i programmi, la politica? Si sta giocando tutto su scandali e sesso? Ne abbiamo parlato con
, copresidente del Businnes and Professional Women (BPW).
Il tema del sessismo è salito alla ribalta. Cosa pensa del video emerso su Trump?
«Più che il video è in sé è interessante vedere come esso abbia innescato una serie di reazione di componenti del suo partito. Ieri ho sentito che la Rice ha scritto un post dicendo che non è adatto a questa posizione. Trovo notevoli anche i commenti aggressivi contro Trump. Secondo me, quella di giocare tutto sul sessismo è una sua strategia politica, perché credo che non sia possibile che un candidato repubblicano imposti una campagna sulla differenza di genere fra lui e la Clinton. E ha avuto esternazioni del genere della Governatrice della Banca Centrale, di una senatrice, oltre a giornaliste e attrici, sta puntando sull'idea che gli uomini hanno un ruolo e le donne un altro».
Dunque lei ritiene che la scoperta del video sia qualcosa di prestabilito?
«Non lo so, non possiamo sapere se è stato uno scoop o è stato manovrato. Lui si è dovuto per la prima scusare, non è comunque la prima volta che viene messo all'angolo e non ha mai reagito, andando imperterrito per la sua strada».
È giusto, per lei, che uno scoop, ammettendo che lo sia realmente, possa decidere una campagna importante come quella americana, al di là delle idee?
«È una campagna elettorale anomala. I contenuti, i programmi e le idee sono passati in secondo piano, ed è veramente triste, in un paese come gli USA, ed anche considerando le esperienze di altri paesi. Penso a un giornalista italiano che ha parlato di Trump facendo dei parallelismi con Berlusconi, dicendo di non sottovalutare questo approccio, poiché nell'elettorato magari ci sono sensazioni positive: la prestanza fisica, il "maschio alfa", può far presa. Eppure negli USA il suo comportamento non viene giudicato scandaloso...»
Che conseguenze potrebbe avere questo approccio, se risultasse vincente?
«Si fanno molte analisi su che cosa porterà l'elezione di uno o dell'altra sui mercati finanziari. Ad ogni modo, conta di più chi viene eletto nel Congresso, il problema sessismo viene un po' rimosso. Per quanto riguarda le politiche sociali e familiari, Clinton avrebbe una maggiore probabilità di far passare leggi importanti e utili nel raggiungimento di obiettivi di uguaglianza, mentre se toccasse a Trump, indipendentemente dalla composizione del congresso, non possiamo aspettarci da questo punto di vista niente di buono».
Trump ieri ha contrattaccato ancora sul tema sessuale, portando delle donne che sostengono di essere state molestate da Bill Clinton. Cosa commenta?
«È proprio questo che fa pensare che lo faccia di proposito. Non si sta difendendo perché si tiene attaccato ma agisce così perché lo ritiene un cavallo di battaglia. Trovo strano che il partito repubblicano possa sostenere una campagna di questo genere... forse vogliono far vincere la Clinton...»
Il rischio è che se vinca Clinton si dica che è stata eletta solo perché donna, concorda? Sarebbe meglio se vincesse chi ha il programma migliore, non il sesso giusto, no?
«Indubbiamente. Il fatto è che la scelta di cadere sul sessismo è stata fatta da Trump. In questo caso è chiaro che Clinton è più competente e preparata, la sua esperienza politica, indipendentemente dall'essere uomo o donna, non è neppure paragonabile a quella di Trump. Siamo ben lontani dal poter dire che se vince lei solo perché donna non abbiamo fatto un buon affare, se vince la Clinton sarebbe ascrivile al fatto che è più preparata. Che lui abbia improntato tutta la campagna elettorale sul sessismo rischia in effetti di rendere una vittoria di Hillary Clinton analizzabile da questo punto di vista, anche se non è assolutamente il caso».
Se vincessero Trump e la sua tattica, sarebbe un passo indietro nella storia?
«Se vincesse lui e non avessimo nemmeno la possibilità di avere un entourage in linea con i tempi moderni sarebbe un disastro. Ma lui è un simbolo che il suo partito attenuerebbe, almeno mi auguro, con un ambiente decisamente più elevato».
Il sessismo tout court, con il "maschio alfa", sta tornando alla ribalta, basti pensare anche ad alcune trasmissioni televisive che fanno discutere... Come mai?
«Effettivamente c'è una recrudescenza notevole di questi aspetti, ed è strano che accade nel momento in cui dal punto di vista politico, sociale e economico si ha sempre più chiaro che c'è consenso sul fatto che servono più donne ai posti dirigenziali. Come spiegarcelo? Forse è l'ultimo tentativo di evitare che quanto debba succedere accada... Può essere il colpo di coda prima della morte... (ride, ndr). Bisogna essere più forti e guardare più in alto».Abbiamo interpellato anche
, che ha messo l'accento su come il sessismo di Trump non sia solo racchiuso nel video e nello scandalo suscitato, ma che potrebbe avere serie conseguenze sulla possibilità di crescita dell'economia, e in particolare del ruolo della donna nella società americana.