BELLINZONA - Una regione di 3 milioni e 358 mila abitanti blocca un accordo commerciale fra UE e Canada. La Vallonia in questi giorni sta attirando su di sé gli occhi del mondo, vista dagli euroscettici come eroica, dai pro UE come un impedimento al via libera per un accordo negoziato per ben cinque anni.Il cosiddetto CETA consiste nell’eliminazione del 98 per cento delle barriere e dei dazi doganali esistenti negli scambi commerciali tra Ue e Canada, la liberalizzazione del mercato dei servizi tra le due sponde dell’Atlantico, e la concessione dell’accesso agli appalti pubblici canadesi alle imprese europee, sia a livello federale che delle amministrazioni locali, ma prevede anche un sistema di risoluzione delle controversie economiche per proteggere gli investitori stranieri dalle discriminazioni o dal trattamento iniquo da parte dei governi. In poche parole, verrebbe creato un tribunale di arbitrato extragiudiziale in cui le imprese possono chiamare in giudizio i governi, chiedendo i danni per leggi che comportano un'indebita discriminazione, contraria alle regole dell’accordo. Gli stati non possono fare altrettanto, ed è sostanzialmente per questo che la Vallonia ha bocciato l'accordo, temendo un eccessivo potere alle multinazionali. E senza la ratifica di tutti e cinque i parlamenti federali che compongono il Belgio, la nazione non può dare l'assenso, bloccando dunque tutto.Anche in Ticino, in diversi si sono espressi a sostegno della Vallonia. I più decisi sono i Giovani socialisti della GISO, che a livello svizzero è solidale con la regione e come segno di questa solidarietà intende spedire delle rose al parlamento della regione per giovedì, giorno della votazione. In merito è partita una raccolta fondi. «Ci troviamo nell’anno 2016 dopo Cristo. L’Europa tutta è caduta vittima degli intrighi della dittatura delle multinazionali… Tutta l’Europa? No! Un villaggio di irriducibili popolato da belgi non smette di opporre la necessaria e urgente resistenza. Qui la vita non è facile per i dittatori delle multinazionali, i quali esercitano il proprio potere di occupazione attraverso le proprie legioni Nestlum, Novarticum, Glencors, Xtratum und Petrolum. Orbene, i belgi della Vallonia hanno deciso di farsi governare dalla democrazia, anziché dalle multinazionali. Hanno deciso di definire loro stessi le proprie condizioni di lavoro, la qualità dei benialimentari e gli standard ambientali, anziché farseli dettare dalle multinazionali all’esclusiva ricerca di ulteriore profitto. Diversamente da quanto accade nei fumetti di Goscinny e Uderzo, gli abitanti della Vallonia non dispongono di pozioni magiche. Dimostriamo quindi la nostra solidarietà nei loro confronti e mandiamogli delle rose. Dimostriamogli che non sono soli nella lotta contro Ceta, TiSA & Co. Anche tu puoi comandare delle rose quì. Sarà nostra premura che le stesse vengano consegnate entro giovedì - giorno dei prossimi dibattimenti al riguardo - all’edificio del Parlamento della Vallonia», si legge nel testo inviato in redazione.