LUGANO - Con i commerci ticinesi in crisi, non sarebbe meglio evitare la pubblicità che spinge a fare acquisti oltre confine? È ciò che chiede la consigliera comunale liberale luganese Petra Schnellmann in un'interrogazione.«Sempre più spesso, vediamo sul nostro territorio promozioni che invitano a fare acquisti oltre frontiera. Se in alcuni casi l’ente pubblico non ha nessuna influenza su queste scelte commerciali in particolare altre situazioni hanno viceversa voce in capitolo. Qui mi riferisco puntualmente alle affissioni Società Generali Affissioni (SGA) e alle occupazioni di area pubblica».In particolare, ritiene che «si potrebbe imporre di evitare promozioni di commerci d’oltre frontiera», come successo solo sabato scorso, «dove in Piazza Dante uno spazio promuoveva un negozio di Como con tanto d’invito a farsi risarcire l’IVA». Per questo, gli spazi di area pubblica non dovrebbero recare pubblicità di commerci italiani, o comunque non svizzeri. La sua domanda è dunque se, «in un periodo dove i commerci di Lugano sono in difficoltà, vuoi per la crisi economica,vuoi per il franco forte e la vicinanza dell’Italia, non ritiene il Municipio di inserire nella convenzione con SGA il divieto di pubblicizzare commerci italiani come pure evitare - nel modo più assoluto - di concedere l’occupazione di area pubblica intesa alla promozione di attività commerciali italiane».