BELLINZONA - Tiziano Galeazzi è tranquillo: ha svolto il suo lavoro, come ripete. E l'inchiesta "Pecunia Olet", in cui appare coinvolto in Italia, indagato per riciclaggio, è una questione vecchia.La notizia del coinvolgimento nell'inchiesta nella vicina Penisola ha iniziato a rimbalzare sui media nel tardo pomeriggio. Un'operazione di ieri avrebbe portato al sequestro, tra Italia e Svizzera, di beni e liquidità per un ammontare di circa 10 milioni di euro. Il nome di Galeazzi, assieme a quello di un fiduciario locarnese, è spuntato in relazione a un'imprenditrice 41enne italiana ma residente nel Luganese, che operava nel settore edilizio. La donna sarebbe stata una delle menti dell'organizzazione, la quale sfruttando aveva "svuotato" i patrimoni di alcune società edili, con assegni circolari e prelievi di contati, facendoli passare attraverso banche svizzere, sanmarinesi e di Singapore, per sfruttare il segreto bancario e dunque coprire la provenienza dei soldi. I conti esteri che la donna "svuotava" venivano da società offshore, con sede a Panama, British Virgin Islands, Marshall Islands, costituite sovente da lei stessa.Tiziano Galeazzi, granconsigliere UDC, da noi raggiunto, ha fornito la sua versione, dicendosi ripetutamente tranquillo. «La cliente in questione risale ad anni fa, è roba vecchia. Io lavoravo in banca ed ho gestito il suo conto, molto semplicemente. Ora è saltato fuori che questa donna ha combinato qualcosa di poco lecito...».