CRONACA
Le elezioni di Brenno. «Il NOCE rivoluzionario come la Lega»
L'ex sindaco commenta per noi le liste per la Nuova Bellinzona. «La partita si gioca su un terreno inedito, completamente diverso. Sarà la capacità di reazione a fare la differenza».
BELLINZONA - Brenno Martignoni ha uno sguardo privilegiato sulle elezioni della Nuova Bellinzona: conosce la realtà come pochi, ed è contemporaneamente osservatore esterno ed interno. Esterno, perché non è candidato, interno perché il suo NOCE correrà con Lega, UDC e indipendenti. Ora che sono noti i nomi dei candidati dei principali partiti, abbiamo tracciato con lui una panoramica.
Come mai questa alleanza sui generis del suo NOCE con Lega, UDC e indipendenti?
«In effetti, fa un po’ strano…Ma, IL NOCE … è … IL NOCE. Un Movimento in antitesi alla partitocrazia e alle logiche di bottega. Si è affermato elettoralmente come luogo di ascolto della gente indipendentemente dalla militanza. In quanto fatto rivoluzionario, se possiamo dirlo, IL NOCE è paragonabile al movimento della Lega, fatte le debite proporzioni e le giuste differenze. In caso di elezione di un candidato avremo voce in capitolo? Qui, a contare, è il successo della proposta. E con essa, naturalmente, IL NOCE, che è parte dell’offerta…».
Non crede che, dato che la Lega nei comuni bellinzonesi fatica a imporsi, il suo nome sulla lista sarebbe stato utile?
«Può darsi. Forse, per la dote di consensi. Magari, per velleità personali. Ma, in realtà, l’obiettivo è un altro: fronteggiare il nostro sistema elettorale che favorisce i partiti emarginando i solisti. IL NOCE deve rimanere una porta di accesso. Una mano tesa, a prescindere da “cursus honorum” e “pedigree”. La cosa pubblica è di tutti, non di pochi privilegiati che se la fanno fuori in luoghi chiusi. Fallon Ciappini, in politica non ha esperienza diretta, ma è a suo agio con la collettività. Lo ha dimostrato sul fronte. Dandole fiducia, facciamo parlare la famosa “base”, che tutti dicono di voler sentire. Il nostro messaggio: se vuoi lanciarti in politica, IL NOCE ti dà voce. È l’apertura alle novità che fa fare balzi avanti. Non solo in ambito pubblico».
Bellinzona è pronta a una crescita leghista?
«La Lega è imprevedibile. A livello elettorale ha sempre stupito. Con UDC, indipendenti e NOCE … fuochi d’artificio! … staremo a vedere … Comunque, è chiaro, per un audace cambiamento di rotta è questo il momento!».
Il PLR vuole la maggioranza e il sindaco, ha schierato una lista di nomi importanti, tutti attivi. Ce la farà, secondo lei?
«Il PLR ha dovuto partorire una lista cosmetica, in equilibrio tra chi già c’era e i limitati posti a disposizione... Non so se l’elettorato, questa volta, risponderà compatto come nel 2012, quando c’era un solo ordine di scuderia: “fuori Martignoni”. Ecco, perché non mi sono candidato. Per non riproporre e innescare, in un appuntamento tanto importante per Bellinzona, di nuovo un meccanismo distorto e controproducente sulla persona. La Nuova Bellinzona è una realtà in costruzione che richiede energie positive e propositive, non vuote rotazioni sullo stesso asse, a menù ripetitivo. Per efficaci risposte, conterà la capacità di gestire imprevisti e situazioni particolari. Con il solo bagaglio tradizionale e i vecchi schemi non andremo lontano, ne sono certo.»
Quello liberale è lo stesso ragionamento compiuto dal PPD? Anche loro hanno scelto persone attive a livello comunale...
«Diversamente dal PLR, il PPD dispone di più margine. Essendo uscenti con un solo seggio, l’impostazione è chiaramente diversa. Poi, in politica, più dell’età anagrafica, conta saper essere forza nuova. Vedo nella lista pipidina un occhio di riguardo ai Comuni aggregati, futuri quartieri».
E il PS? Punta forte sul sindaco Branda, ma ci sono anche Bang e Malacrida...
«Sarà interessante verificare se, senza l’euforia trascinatrice liberal socialista di eliminare l’allora sindaco de’IL NOCE, rimarrà la stessa carica per il sufficiente consenso. D’altro canto, in questa legislatura, l’egemonia PS Sinistra Unita non ha propriamente rimediato una gran bella figura. Certamente al di sotto delle suscitate aspettative… Anche sul progetto aggregativo si è sentito poco. Al di là di grandi numeri e crescite, bisognerebbe finalmente rassicurare le cittadine e i cittadini sul dopo 2 aprile…».
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