BELLINZONA - La storia lanciata in prima pagina dal Caffe della Domenica oggi è di quelle forti. Parla di un esponente di una cosca della 'ndrangheta calabrese che per investire in Ticino sceglie un contatto. Ed esso ha legami con la Lega dei Ticinesi, essendo stato in Gran Consiglio.L'idea di Leonardo Trapasso era di reinvestire i guadagni derivanti da attività illecite in Ticino, per ottenere il permesso di dimora. Tramite un'amica, di origini calabresi ma residente in Ticino, in possesso della nazionalità svizzera, l'uomo di fiducia di Trapasso, Massimo entra Colosimo, entra in contatto con Poli.L'esponente leghista si reca due volte in Calabria. L'accordo prevede probabilmente dei contratti per la costruzione di un capannone, tali da giustificare la richiesta di permesso di soggiorno in Ticino per Colosimo.Documento che ottiene, e da quanto risulta dalle indagini condotte dal Procuratore capo della Sezione antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri, Poli si aspetterebbe qualcosa in cambio. Ma lo stesso Colosimo non si dimostra poi in grado di portare a termine il compito assegnatogli dalla cosca e tutto sfuma, con un altro uomo inviato in Svizzera a recuperare i soldi. Anche Poli, nelle intercettazioni, si lamenta del lavoro dell'alleato.