Due fiduciari ticinesi indagati per aver aiutato il presidente del Catanzaro a portare denaro in Svizzera. Sotto inchiesta anche un ex giocatore del Bellinzona
Cosentino avrebbe occultato quattro milioni in banche elvetiche, appoggiandosi anche a un 68enne del Mendrisiotto e a un 54enne del Luganese. Il calciatore avrebbe avuto un ruolo nella mancata combine fra Catanzaro e Avellino
BELLINZONA – La notizia del giorno riguarda il presidente della squadra di calcio di Catanzaro, Giuseppe Cosentino, posto ai domiciliari assieme alla figlia e a due dipendenti della sua azienda. L’uomo è accusato di appropriazione indebita e di reati tributari, gli altri tre di riciclaggio. E si parla anche di associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità e finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita ai danni della GICOS Srl, ovvero la sua azienda.
C’è più di un collegamento con la Svizzera: parte dei soldi, infatti, pari, sono stati messi in banche elvetiche, tramite fatture in nero, per alleggerire il carico fiscale della GICOS. Le fatture venivano emesse da una società con sede negli USA, che ricevevano le somme per poi riversarle in banche di paradisi fiscali, dunque compreso il nostro paese. Lo stesso Cosentino avrebbe dichiarato un reddito bassissimo in confronto ai guadagni reali.
In particolare in Svizzera in cinque anni, dal 2006 al 2011, sarebbero stati portati 4 milioni di euro, di cui uno depositato in contanti su un conto riconducibile alla figlia.
L’indagine è nata da una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria nei confronti della GICOS, partita ben sei anni orsono.
E complici di Cosentino, indagati nell’operazione denominata Money Gate, sarebbero anche due svizzeri e un comasco, i primi due fiduciari, il terzo consulente finanziario, che avrebbe fatto la spola coi capitali dall’Italia alla Svizzera. Avrebbe, secondo le prime notizie, lavorato nel 2013 con funzioni di direzione presso una fiduciaria in Ticino.
I due ticinesi invece sono un 68enne del Mendrisiotto e un 54enne del Luganese, proprietario di una famosa fiduciaria. Il loro ruolo è importante, siccome compivano azioni per mascherare la provenienza del denaro che arrivava dalle attività illecite di Cosentino e venivano inseriti come titolari, con potere di firma, in società estere i cui conti correnti erano riconducibili al presidente del Catanzaro. Per il più anziano, l’accusa sarebbe di riciclaggio continuato in concorso con rischio di recidiva, per il più giovane invece senza rischio di recidiva.
Nelle ultime ore è emerso come sarebbe coinvolto anche un altro attore che ha operato in Ticino. Si tratta di un ex calciatore del Bellinzona, che avrebbe avuto un ruolo nella mancata combine della partita fra il Catanzaro e l’Avellino del 2013. Si era stabilito che dovesse finire in pari, risultato che garantiva ai calabresi la salvezza e ai lupi la promozione. Questi ultimi però fecero saltare tutto. La società di Cosentino comunque appare estranea ai fatti di riciclaggio del patron.