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Cronaca
09.06.2017 - 15:300
Aggiornamento : 21.01.2022 - 14:40

E se la Svizzera del futuro fosse in 12 Cantoni? Il Ticino smembrato, un po' nel Gottardo e un po' vicino alla Lombardia

La Conferenza dei Cantoni ha discusso del tema. Il federalismo, così com'è, sarebbe ancora attuale nel 2050? E così ecco l'ipotesi di una nuova possibile ripartizione, che cambierebbe tutto...

BERNA – 12 cantoni, con parte del Ticino che “finirebbe” nel Canton Gottardo (Leventina e Blenio) e il nuovo Ticino che comprenderebbe gli agglomerati di Chiasso, Mendrisio, Locarno e Bellinzona, oltre a irradiarsi verso il Gottardo, in Mesolcina e addirittura in Lombardia. Fantapolitica? Forse.

Per il momento, è solo un’ipotesi, appunto fantapolitica, ma con basi e ragionamenti non casuali. Chi vuole ridisegnare la Svizzera? La Conferenza dei Cantoni, come riferisce la NZZ, si è chinata sul futuro del federalismo, un unicum al mondo.

Ma prima di vedere quali potrebbero essere le motivazioni per un cambiamento nella Svizzera del futuro, in cui come data è stata posta quella del 2050, ecco come potrebbe, ipoteticamente, diventare il nostro paese. Un documento dal titolo “Concetto Spaziale Svizzero”, si pensa a 12 cantoni: l’area metropolitana di Zurigo (che comprenderebbe gli attuali Zurigo, Sciaffusa, Glarona oltre a parti di Turgovia, San Gallo, Argovia, Lucerna e Svitto), area metropolitana di Basilea (con Basilea Città e Campagna e alcune zone di Argovia, Giura e Soletta), la metropoli del Lemano (formata dai due poli di Ginevra e Losanna, dunque comprendente i cantoni Ginevra e Vaud e parte di Friburgo e Vallese), la regione della capitale Svizzera (con, appunto, Berna, il suo cantone, parti di Soletta, Neuchâtel, Friburgo e Vaud, irradiandosi sino alle montagne vallesane e del Giura), zona di Lucerna (con Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo, parti di Svitto e Argovia con estensioni a Uri, Berna e Zurigo), la città Ticino, appunto, l’arco interno del Jura (con Giura, Neuchâtel, Vaud e Giura Bernese), il Giura cittadino (con Aarau, Olten, Zofingen, e aree verso la Limmat e Lucerna), il Nordest (che comprenderebbe San Gallo, Appenzello e parti di Turgovia, con rapporti intensi col Liechtestein e la regione tedesca del lago di Costanza), il Gottardo (con parti, appunto, ticinesi, di Uri, del Grigioni e di Obvaldo e Nidvaldo), infine le Alpi orientali (col Grigioni e si estende verso il Ticino e San Gallo) e le Alpi occidentali (Vallese, Alpi Vodesi, Oberland bernese).

Confusionario, vero? Una Svizzera nuova, dove è facile vedere come anche aree linguisticamente diverse verrebbero unite, e cantoni verrebbero di fatto separati. Perché questo?

Il lungo pezzo della NZZ ricorda che il federalismo, composto da 26 cantoni, 148 distretti e 2'255 comuni, rispondeva a determinate necessità: contenere l’influenza statale, rendere più efficiente la pubblica amministrazione, promuovere la libertà e la concorrenza fra cantoni, essere più vicini al cittadino. Ma i Cantoni, e questa è storia, risalgono al 1800, all’occupazione napoleonica, e pochissimi sono stati i cambiamenti da lì in poi. Però, la società è mutata: alcuni cantoni sono decisamente più grandi, popolati e potenti economicamente di altri, sebbene a livello, per esempio, di Consiglio degli Stati (ma non di Consiglio Nazionale), hanno lo stesso peso.

L’evoluzione della società ha fatto sì che servizi si intreccino e divengano sovracantonali. Sempre più spesso, data la complessità di molte attività, deve intervenire la Confederazione, laddove l’autorità cantonale non basta più, e anche la ripartizioni delle competenze, a volte, vacilla. I processi decisionali sono divenuti complessi e il potere si è spostato sempre più verso l’esecutivo, staccandosi dalla popolazione. Per esempio, settori come sviluppo urbano, trasporti, ospedali, assistenza agli anziani, istruzione superiore, sicurezza, carceri, comunicazione, acque reflue, rifiuti, coordinamento contro gli incendi.

Non a caso, molti comuni stanno operando delle fusioni. A livello cantonale, vi sono stati dei tentativi che non hanno funzionato, forse perché il campanilismo e l’attaccamento al proprio cantone sono ancora sentiti. Ma alcuni territori devono dipendere sempre più dalla Confederazione.

Per qualcuno, dunque, le dodici aree citate sono già esistenti, seppur non amministrativamente. La Svizzera del futuro sarà questa? Nessuno può dirlo, una riflessione sul federalismo non è per forza necessaria, però il tema, una volta lanciato, è certamente suggestivo. Che conseguenze avrebbe per il Ticino? Un’unione con la Lombardia, per certi territori, potrebbe avere influenze sul tema, sempre caldo, dei frontalieri.
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