Lei, quando le hanno comunicato il trasferimento, seppur momentaneo, ha avuto un diverbio coi capi e ha accusato un malore. Il medico le ha prescritto alcuni giorni di malattia, ma poi è dovuta tornare al lavoro. “Il mio contratto di lavoro prevede le trasferte solo per validi motivi, come calamità o urgenze. Ma questo silenzio mi preoccupa. In precedenza sono andata più volte a lavorare presso altre sedi senza creare problemi, ma questa volta mi sembra che si tratti di una ritorsione per punirmi del mio rifiuto di lavorare per l’ultimo dell’anno”, ha spiegato a Repubblica.it.