CRONACA
"È inaccettabile finire in assistenza a 21 anni". La rabbia di un giovane, "il Ticino è un fallimento, la Svizzera comincia al Gottardo"
Una delle tante storie raccolte dai social. "Sono a casa da un anno, ho mandato curriculum ovunque. Ma zero!". Non gli è piaciuto l'operato dei collocatori degli URC, "non si sono degnati di darmi una mano, scaldano la sedia e basta e ti guardano come se fossi un lazzarone!"
BELLINZONA – A volte è difficile capire realmente come stia andando il mercato del lavoro in Ticino. Le denunce dei sindacati arrivano ormai giornalmente, come d’altra parte si sa che esistono aziende virtuose che operano nell’ombra, offrendo condizioni favorevoli ai propri lavoratori, di cui poco si sente parlare.

Ci sono tante storie, però. Di persone in difficoltà, per sfortuna, per la congiuntura, per tantissimi motivi. Gocce nella massa, che colpiscono. TicinoLibero da tempo ha scelto di proporvi, a volte, alcune di esse, magari quelle che colpiscono.

La testimonianza arriva dal gruppo Facebook Ticino&Lavoro, dopo qualche ora il ragazzo l’ha tolta, ma ci permettiamo di pubblicarla comunque.

“Da oggi c’è una persona in meno in disoccupazione e quella persona sono io. Finita, ma per poi finire in assistenza.

Nel mese di giugno dello scorso anno ho finito il mio apprendistato come giardiniere, sono a casa da un anno, ho fatto ricerche, mandato curriculum su curriculum ovunque ma zero!

È inaccettabile finire in assistenza a 21 anni, ripeto, 21 anni!

I collocatori cosa sono lì a fare? Nessuno dell’URC si è degnato di darmi una mano, sono lì a farti solo illudere, sono lì a scaldare la sedia e basta. Ti guardano in faccia come se fossi un lazzarone, per tanto così chiudeteli, quegli Uffici di collocamento, scritto fra virgolette.

Il Ticino è diventato un fallimento totale, la vera Svizzera è dopo Gottardo”.

Uno sfogo amaro, di un giovane che si definisce “inc-----o nero”. In effetti, a 21 anni dover accettare di ricorrere all’aiuto assistenziale fa male. A lui, che non conosciamo, vorremmo dire di farsi coraggio, ci auguriamo sia solo un periodo di difficoltà da cui ripartire poi, più forte di prima. Come, non sappiamo dirglielo, magari ci fosse la ricetta magica.

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