CRONACA
Dopo quasi due giorni, nessuna traccia dei rapinatori di Comano. La solita banda o un'altra in arrivo dal Bresciano?
I malviventi avrebbero usato una miscela di acetilene, a differenza delle rapine precedenti in Ticino che avevano visto l'uso di polvere da sparo. È un passo avanti nella tecnica delle stesse persone oppure è qualcuno di diverso?
Immagine di repertorio

COMANO – Sono ancora a piede libero gli autori del tentato furto al bancomat di Comano. Li stanno ormai cercando da più di un giorno ma da quando hanno fatto saltare in aria il bancomat e poi sono fuggiti a piedi, non vi sono più tracce di loro.

La scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza della vicina RSI. Sono stati due uomini a volto coperto a causare l’esplosione, probabilmente usando una miscela di acetilene. A dare l’allarme sarebbe stato un addetto alla sicurezza dalla RSI, almeno un uomo è stato visto fuggire verso il bosco: qui probabilmente vi erano dei complici ad attenderlo, o attenderli.

Nemmeno i blocchi di Polizia tra Comano e Porza hanno avuto effetto. Sembrano spariti nel nulla. 

Da qualche mese in Ticino avvengono colpi simili e il sospetto è che si possa trattare sempre della stessa banda che opera nel medesimo modo. Ma c’è una differenza: se in tutti i casi si tratta di infilare nel cassetto delle banconote tramite una spranga o un tubo qualcosa che esploda, questa volta si è trattato appunto di una miscela di acetilene, mentre nelle ormai note rapine di Stabio. Novaggio, Arzo e Coldrerio era stata utilizzata della polvere da sparo.

Sono cambiate le tecniche o si tratta di bande diverse? In Svizzera francese si sono già verificati dei furti usando l’acetilene. A insospettire il fatto che a distanza di pochi giorni due colpi simili sono stati messi a segno nel Bresciano, uno andato a segno e uno no.

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