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06.03.2020 - 18:230
Aggiornamento: 07.03.2020 - 00:10

I casi in Ticino sono quasi raddoppiati! "Situazione seria, fra poco non potremo più seguire i contatti di ogni singolo caso"

Conferenza stampa con toni allarmisticiti da parte di Vitta, De Rosa e Merlani. I casi ticinesi sono 33. Vietate le manifestazioni con più di 150 persone e introdotte delle misure per limitare le visite alle strutture sanitarie

BELLINZONA – I casi in Ticino ora sono 33, il Coronavirus si sta diffondendo in modo in modo veloce, portandoci sulla soglia di un’epidemia, come ha precisato Raffaele De Rosa. E dunque il Medico Cantonale Giorgio Merlani ha introdotto delle misure per le strutture sanitarie (ospedali, case anziani, cliniche psichiatriche, centri di riabilitazione), con il divieto per i minori di 16 anni di accesso, divieto di accesso a chi ha sintomi come febbre, tosse o raffreddore, orari di visita limitato.

In conferenza stampa hanno parlato Christian Vitta, Raffaele De Rosa e Giorgio Merlani, che hanno più volte sottolineato come le persone vulnerabili, in particolari over 65 e malati, vanno protette e come ogni priorità vada a loro e alla loro protezione.

Vitta: "divieto di manifestazioni con più di 150 persone. La situazione è seria e delicata"

“Abbiamo deciso delle misure pochi minuti fa in una seduta straordinaria. Non sono consentite manifestazioni pubbliche o private con più di 150 persone, da oggi a mezzanotte sino al 15 marzo. E per manifestazioni si intendono quelle citate nell’ordinanza federale (non scuole, posti di lavoro, trasporti pubblici, supermercati, ristoranti, bar)”.

“Il momento è particolare e chiama tutti ad aiutarci con solidarietà e vicinanza soprattutto a favore di chi è vulnerabile”.

“La situazione è seria e delicata”.

De Rosa: “I casi in Ticino sono 33”

“Le misure sono adeguate e proporzionate. In particolare bisogna difendere gli anziani. La situazione si sta evolvendo velocemente, siamo sulla soglia di un’epidemia. I casi in Ticino al momento sono 33”.

“Le misure più efficaci sono quelle più semplici che ribadiamo: la social distancy, la profilassi, il lavarsi bene le mani col sapone, tossire in un fazzoletto di carta e gettarlo o nel gomito. Invito alla responsabilità individuale e collettiva per proteggere sé stessi e gli altri. Se avete sintomi come febbre o tosse, non andate al lavoro, non andate a scuola, ancora di più non andate nelle strutture socio-sanitarie”.

Merlani: "Casi raddoppiati"

“Non abbiamo deciso di avere il virus, ce lo siamo trovati in casa. Non abbiamo un vaccino, non abbiamo farmaci, non possiamo fermarlo e tutti sono vulnerabili. Tutti possono dunque infettarsi, e l’unico modo per trasmettere il virus è passarlo da una persona all’altra”.

“Negli ultimi due giorni abbiamo avuto un raddoppio di casi. Ma i numeri sono piccoli per cui è difficile fare delle ipotesi del perché. Abbiamo sempre un’evidenza di casi che spuntano senza un chiaro legame, dunque il virus si trova sul territorio e circola anche in modo poco sintomatico, passando magari a persone che poi sviluppano un decorso più grave”.

“L’obiettivo è proteggere i nonni e le nonne e le persone anziane. Chiedo responsabilità anche ai giovani, che si sentono immortali. Abbiamo avuto casi nelle strutture sanitarie, tra il personale, oggi tra gli ospiti di una casa anziani. Come è entrato? Probabilmente portato da visitatori. Non possiamo non far lavorare il personale socio-sanitario, possiamo farglielo fare con precauzioni. Dispiace dover ridurre le visite, vi esorto a rimanere in contatto con gli anziani per telefono o carta come ai vecchi tempi ma di non andarli a trovare”.

“Fra poco arriviamo a una soglia in cui non si potranno più fare le indagini territoriali per capire i contatti nelle ultime 48 ore di ciascun caso. Serviranno responsabilità e quarantena volontaria per chi è stato in contatto”.

 

 

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