CRONACA
"Muoiono solo i più deboli? Chi lo dice, non vive a Bergamo. Non si contano più i cadaveri"
Il dramma della città orobica raccontato da Gianluca Savoldi, ex calciatore del Chiasso: "Muore anche chi ha patologie che lo farebbero tranquillamente vivere fino a 100 anni. C’è anche chi muore in casa. Mediamente 60-70 morti al giorno, solo qui"

BERGAMO – La città che forse più di ogni altra sta vivendo il dramma del Coronavirus è Bergamo. È qui che l’esercito è costretto a portare le bare fuori città per cremare i defunti, è qui che muoiono più persone rispetto alla media, spesso in ambulanza, senza una diagnosi.

Gianluca Savoldi ha giocato per sei mesi nel Chiasso, l’anno del centenario, e in un’intervista a un portale italiano racconta come si vive la situazione nella sua città natale, dove vive la sua famiglia. Un vero incubo, a cui cerca di rendere attenti. "L’età non conta, muoiono anche i giovani, la gente non si rende conto che siamo esseri umani e quindi fragili. Forse le persone lo fanno per rifiuto oppure per ignoranza: ma sento chi continua a dire che muoiono solo i deboli quando, invece, non è così. Forse chi lo dice non vive a Bergamo. Vorrei che lo capissero tutti e in tutte le parti d’Italia".

"Muore anche chi ha patologie che lo farebbero tranquillamente vivere fino a 100 anni. C’è anche chi muore in casa e non viene neanche classificato perché non arrivano in tempo a fare un tampone. Ci sono talmente tanti cadaveri che non se ne contano più. Negarlo ci porterà alla rovina. L’anno scorso in questo periodo morivano 4 persone al giorno. Oggi mediamente 60-70. Solo a Bergamo. Capite la portata?", aggiunge.

Un brutto sogno che sta rendendo difficile il periodo di quarantena. "La potremmo anche vivere bene se non avessimo l’anima in pena. Potrebbe essere l’opportunità per godere della compagnia della propria famiglia, guardando il bicchiere mezzo pieno, per riflettere su cose che normalmente ci sfuggono nel vortice della quotidianità. Se solo non ci fosse la preoccupazione e la sofferenza, perché arrivano brutte notizie tutti i giorni e io le posso testimoniare". Anche la sua famiglia è stata toccata, così come quelle di numerosi amici: “hanno perso il padre e la madre, sono troppi e mi trovo a fare troppo spesso le condoglianze".

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