CRONACA
Come si comporta il virus con le restrizioni: i risultati dello studio
Secondo alcuni dei maggiori centri di ricerca europei, la chiusura dei ristoranti ha avuto "un largo effetto sulla riduzione del tasso di riproduzione del virus"
TIPRESS

EUROPA – La politica italiana, e non solo, discute sull'efficacia del coprifuoco alle 22:00. La Lega con il suo leader Matteo Salvini si batte per la cancellazione o perlomeno uno slittamento alle 23:00. Una valutazione che il Governo prende in considerazione e valuterà seguendo la curva epidemiologica. 

I maggiori centri di ricerca europei hanno calcolato e analizzato l'efficacia delle restrizioni delle Nazioni nel controllo dell'epidemia. Lo studio, pubblicato su MedRxiv, è intitolato "Conoscere l'efficacia degli interventi dei governi in Europa contro la seconda ondata del Covid-19".

Lo studio è stato condotto da alcune delle maggiori università europee. I dati raccolti, invece, coinvolgono 7 Paesi: Austria, Repubblica Ceca, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda e Svizzera. Il periodo di valutazione comprende dall'1 agosto 2020 al 9 gennaio di quest'anno. Come riporta il Corriere della Sera, un sofisticato modello statistico ha tenuto conto del livello d'incidenza dell'epidemia al momento di ogni intervento, del tasso di riproduzione (Rt) preesistente e del tempo di latenza necessario per ottenere l'effetto delle restrizioni.

La chiusura dei negozi – si apprende – è stata la misura più efficace con una riduzione del 35% dell'Rt. Sul secondo gradino del 'podio' troviamo la chiusura di scuole e università con un calo del 7%.

Il binocolo degli esperti è poi passato all'impatto di mascherine e coprifuoco notturno. "L'uso di mascherine nei luoghi pubblici e il coprifuoco hanno avuto un moderato ma significativo effetto pari al 12% e, rispettivamente, al 13%". Secondo lo studio, la chiusura dei ristoranti "ha un largo effetto sulla trasmissione del virus con una riduzione del 12% del tasso di riproduzione". La stessa percentuale viene riscontrata in locali da ballo e attività 'non essenziali'. 

Elevato l'apporto del divieto di assembramenti al di fuori del nucleo familiare. Vietare gli incontro fino a un massimo di trenta persone ha ridotto del 26% il tasso di riproduzione del virus. 

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