CRONACA
La paura della giornalista russa: "La mia vita è un thriller. Non so cosa succederà"
Per l'irruzione in diretta con il cartellone 'no war', Marina Ovsyannikova rischia fino a 15 anni di carcere

RUSSIA – Ha paura Marina Ovsyannikova, la giornalista russa che il 14 marzo ha fatto irruzione nello studio del tg del Canale Uno con un cartello di protesta con la scritta ‘No war’. “Ho paura per i miei figli, potrebbero aggredirli a scuola o per strada”, ammette a Che Tempo che fa.

A Fabio Fazio racconta anche le conseguenze del suo gesto. “Volevo far sapere al mondo che molti russi sono contro la guerra”. Marina rischia fino a 15 anni di carcere e non ha più un posto di lavoro. “Da quella sera nessuno si è fatto più sentire. Pronunciare il mio nome e parlare dell’episodio è proibito in redazione”.

Pochi minuti dopo l’irruzione in diretta, “ho trovato le gomme dell’auto bucate e il motore non funzionante. Il tg ora va in onda in differita di un minuto. Quando è scoppiata la guerra ho deciso che mi sarei licenziata perché i miei punti di vista non erano in linea con la strategia editoriale. Volevo protestare in piazza, ma la gente non riusciva a tirare fuori i cartelloni. Così ho avuto un’idea diversa”.

“La mia vita – continua – è un thriller. Non so cosa succederà. Vivo alla giornata che forse è meglio. Non voglio lasciare la Russia. Sono nata qui e voglio rimanerci.


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