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Cronaca
13.05.2022 - 17:440

Molestie al raduno degli Alpini, è bufera sul corpo, ma c’è chi li difende: “Palpeggiare è un tributo alla bellezza”

Un ex dirigente della pubblica istruzione del comune di Modena finisce nel mirino di Selvaggia Lucarelli: “Che degrado, mamma mia”  

È polemica in Italia dopo le oltre 500 segnalazioni di molestie da parte di donne dopo il raduno degli Alpini tenutosi a Rimini nei giorni scorsi. Dal mondo politico e intellettuale è giunta una raffica di condanne, e c’è chi ha chiesto di sospendere i tradizionali raduni dello storico corpo militare. Non è mancato, tuttavia, chi ha minimizzato, o addirittura giustificato l’accaduto in quanto parte di una sorta di “tradizione”. Tra questi, la assessora alle pari opportunità del Veneto per Fratelli d’Italia Elena Donazzan ha dichiarato a Tva Vicenza: "Chi getta fango sugli alpini dovrebbe vergognarsi. Ci sono state denunce? Vediamo chi si è macchiato di questo, sono quasi certa che non si tratta degli alpini. E poi, perdonatemi -  ha concluso l'assessora - se uno mi fa un sorriso e mi fischia dietro io sono pure contenta".

Ma, nelle ultime ore, è stato un altro esponente di un importante comune italiano ad essere additato come “fiancheggiatore dei molestatori”. Si tratta di Mauro Francia, presidente della Fondazione Cresciamo e precedentemente dirigente della pubblica istruzione del comune di Modena. Il suo post su Facebook ha scatenato una bufera, tanto che alla fine sembra sia stato rimosso.

Ma cosa ha scritto Francia? Lo ha ripreso su Twitter la giornalista Selvaggia Lucarelli, con il commento “Che degrado, mamma mia”: “Personalmente non sono d’accordo di sospendere i raduni degli Alpini. Quando – molti anni fa - ci fu il raduno a Modena attraversai la calca insieme ad un’amica, si sono sprecate le palpeggiate di sedere, seni, ecc. L’amica non se la prese più di tanto, perché era – come si può dire – un gesto “bonario”, una specie di tributo dovuto alla bellezza che in diversi si sentivano più in “dovere” di fare piuttosto che per offendere. Faceva parte della “tradizione” alpina. Le tradizioni devono cambiare e questa certo doveva essere abbandonata già da molti anni, ma non facciamone un dramma nazionale. Si parli con le gerarchie della Associazione e continuino a versarsi damigiane di vino o grappa nei loro raduni ma lascino in pace le ragazze”.

Alla luce delle numerose proteste da parte di utenti, Francia ha poi corretto il tiro senza peraltro cambiare la sua posizione di fondo: “Il senso è: a quel raduno nazionale (30 o più anni fa) a Modena mi pareva che la sparuta minoranza di alpini che aveva atteggiamenti condannabili nei confronti delle donne non ne avvertisse la gravità. Era una "tradizione", quantomeno non osteggiata a sufficienza dalla direzione nazionale del corpo. Doveva essere abbandonata da decenni, come ho scritto e va sicuramente combattuta. Detto questo, l'Associazione alpini resta una associazione benemerita e non sono d'accordo di eliminare il raduno nazionale, anche se devono impegnarsi ad assicurare il massimo rispetto per le donne. Questo è quanto volevo dire. Ciao”.

 

 

 

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